Varese

Migranti, dalla protesta alla proposta. Allo ScopriCoop

La protesta in via Imbonati a Milano

Continua ad impegnare la politica e il dibattito pubblico la presenza degli immigrati nel nostro Paese. Una presenza che spesso viene strumentalizzata e ridotta a problema di ordine pubblico o, come spesso accade, a risorsa per il nostro mercato del lavoro, soprattutto nei suoi segmenti più dequalificati. In realtà, si tratta di una presenza alquanto sfaccettata, che richiede un’attenzione capace di andare al di là di stereotipi e luoghi comuni.

Un contributo in questa direzione può arrivare dall’iniziativa “Migranti: dopo le giornate di resistenza a Brescia e a Milano, quali proposte per l’autodeterminazione?”, un dibattito in programma per sabato prossimo 19 febbraio, alle ore 17.15, presso lo Spazio ScopriCoop (via Daverio a Varese). 

Al confronto interverranno: Najat Tantaoui, comitato immigrati in Italia, Annalisa Portioli, Lista civica multietnica Milano Nuova, Tierry Djeng, Movimento Ubuntu, Maurizio Fantoni Minnella, scrittore e documentarista. Il dibattito sarà coordinato dal giornalista Andrea Giacometti, direttore del quotidiano on line Varesereport.it. 

L’incontro sarà preceduto dalla proiezione del film documentario ”L’ora dei migranti. Resistenza quotidiana a Milano, un reportage di lotta”, documentario di Maurizio Fantoni Minnella. La pellicola rievoca la vicenda che si è verificata a Milano, in via Imbonati, nel novembre 2010, quando cinque migranti di diverse nazionalità, in segno di protesta e di solidarietà con i compagni di Brescia, isolati da giorni su una gru, salgono sulla ciminiera dell’ex stabilimento Carlo Erba, come estremo atto di resistenza umana contro la legge Bossi-Fini, la negazione del permesso di soggiorno e la criminalizzazione de1 clandestino.

Non solo. I cinque vogliono porre all’attenzione dell’opinione pubblica le condizioni spesso umilianti in cui sono costretti a vivere gli stranieri in Italia. Difendere con gli strumenti della disobbedienza civile e con l’unione di tutti gli immigrati sfruttati e discriminati da leggi ingiuste e dal clima diffuso di’intolleranza quotidiana. Gridare, insomma, la propria voglia di cambiamento.

“Un reportage di lotta, abbiamo voluto definire questo film – spiega il regista – in segno di solidarietà verso tutti i migranti che intendono lottare, in questo paese, per la difesa dei propri diritti Esso descrive i momenti di protesta e di solidarietà verso i resistenti, raccogliendo attraverso diverse testimonianze dirette, tra le quali, eccezionalmente, la voce registrata di Marcelo, portavoce dei cinque migranti, le ragioni che non solo spingono cinque stranieri ad occupare una ciminiera a trenta metri d’altezza, ma anche molti cittadini milanesi e di altre città italiane, militanti e non, a sostenere attivamente la loro giusta causa. I fatti di Brescia e di Milano di questo malinconico e triste fine decennio, non devono restare isolati ma, al contrario, produrre un cortocircuito necessario e vitale che si diffonda in tutto il paese, trasformandosi presto in lotta politica, la cui natura, in epoca di globalizzazione, non potrà, ancora una volta, che essere di classe”.

16 febbraio 2011
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