Cultura

I “polpettoni” sul Risorgimento in libreria

Lo scrittore Alessandro Mari

Celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia alle porte, si sono moltiplicate le opere dall’anima risorgimentale. E non solo, come era facilmente prevedibile, hanno riempito gli scaffali le ricostruzioni storiche, i saggi e le biografie dei padri della patria, ma non sono mancati neppure romanzi e volumi di narrativa. In quest’ultimo caso, le opere pubblicate sono ponderose, centinaia e centinaia di pagine che raccontano di patrioti illustri o di gente comune nella cornice di quegli avvenimenti lontani che hanno fatto l’Italia, in un inestricabile intreccio di piccola e grande storia.

Ma spesso ci siamo trovati davanti, in libreria prima, leggendoli poi, veri e propri polpettoni storici, sul modello dei vecchi feuilleton ottocenteschi, tante pagine, tante emozioni.

Ad aprire le danze ci aveva pensato, un anno fa, il previdente Antonio Scurati con il suo “Una storia romantica”. Poi è arrivato il giallista Giancarlo De Cataldo con il romanzo “I traditori” (quasi 600 pagine), seguito, più recentemente, dal bustocco Alessandro Mari con il suo “Troppo umana speranza” (qui si arriva quasi alle 800 pagine), romanzo che sarà presentato venerdì 18 febbraio, alle 18, presso la Libreria Feltrinelli di Varese, con la partecipazione dello stesso autore e del giornalista del quotidiano “La Prealpina”, il bravo Diego Pisati. Lo stile prolisso, i numerosi personaggi, l’intreccio complesso, tutto fa pensare che lo stile per affrontare il Risorgimento sia quello di Dumas, lo scrittore che all’Eroe dei due mondi dedicò una biografia molto romanzata di successo.

Ma il Risorgimento si merita tutta questa ottocentesca lentezza? Non può che trovare il proprio specchio in un romanzo d’appendice in versione aggiornata? Perché non un ritmo diverso, più adrenalinico, più vicino proprio a quel “Romanzo criminale” dello stesso De Cataldo? Cercasi uno stile diverso per tricolori e ideali risorgimentali. Per carità di patria.

16 febbraio 2011
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