Varese

Sicurezza laghi promossa. Ma la scure dei tagli si sente

L'intervento del governatore Cota

Primo bilancio, a neppure un anno dalla loro sottoscrizione (accadeva l’1 luglio 2010), dei Patti per la sicurezza Lago Maggiore e Lago di Lugano. Del resto, se si fosse fatto ad un anno esatto, le elezioni amministrative sarebbero già dietro alle spalle. E, dunque, risultati e numeri sono stati esaminati oggi a Villa Recalcati, alla presenza del ministro degli Interni, Roberto Maroni.

Dopo il via ai patti, e grazie alla sinergia tra le forze in campo (due Regioni, Lombardia e Piemonte, e 4 province, Como, Varese, Novara e VCO, e collaborazione del Canton Ticino) sul Lago Maggiore e sul Lago di Lugano, l’aumento dei risultati è notevole. Se si considera l’area del Lago Maggiore, gli eventi incidentali da 25 a 31, natanti controllati da 150 a 331, persone soccorse da 45 a 79, numero di unità impiegate da 52 a 156.

Per quanto riguarda poi il capitolo-prevenzione, restando nell’area delle quattro province, per quanto riguarda il numero di unità di forze di polizia impiegate si va dalle 485 alle 1037. Risultati con il segno più anche per i reati colpiti, che nello schema del Ministero degli Interni si ravvisano nelle “fenomenologie criminose di maggiore impatto per le comunità locali”, e che in altre parole corrispondono ad abuso di droga e alcool e all’immigrazione clandestina, naturalmente. Quest’ultima nell’area delle quattro province ha conosciuto un aumento di interventi da 19 a 54.

Importante capitolo, infine, quello della sicurezza stradale: nell’area delle quattro province si va, tra prima e dopo i patti, da 277 a 320 interventi contro le stragi del sabato sera, da 593 a 816 le unità di polizia impiegate, da 667 a 1156 le sanzioni, da 4155 a 8108 i controlli effettuati.

Presenti in sala il governatore del Piemonte, il leghista Cota, ma non il presidente della Regione Lombardia, Formigoni, che ha delegato l’assessore Romano La Russa (non era presente, per altri impegni, neppiure il sindaco di Varese Fontana). E proprio da quest’ultimo sono venute le più forte critiche ai tagli imposti da Tremonti, collega di governo del ministro Maroni. “La scure della finanziaria si è abbattuta su azioni già programmate da Regione Lombardia – ha detto La Russa -, e dunque non abbiamo collaborato come avremmo voluto”. Del resto, ha continuato La Russa, “la manovra ha colpito tutti in modo uguale, ma la Regione Lombardia in modo più uguale”. Ma ha poi riconosciuto che “si tratta di una scure necessaria”.

A chiusura dell’incontro è intervenuto Maroni, che ha promosso a pieni voti quella che ha definito “approccio federalista alla sicurezza”. “I patti funzionano, la strada è quella giusta, anche se bisogna fare sempre manutenzione, aggiornare i patti, perchè i fenomeni criminali cambiano come i virus per potersi riprodurre”. Maroni ha ricordato che parte del Fondo unico giustizia, che ha incamerato patrimoni criminali, sarà destinato per i sistemi di videosorveglianza, in particolare quelli delle zone interessate dai patti per la sicurezza.

14 febbraio 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi