Varese

Spataro: magistrati non eroi, ma servitori della legge

Spataro affiancato da Armando Ferrante, ex maresciallo dei Carabinieri

Non ci sono magistrati-eroi, ma solo magistrati guidati dal senso del dovere. Smitizza, Armando Spataro, questo pomeriggio ospite della Libreria del Corso di Varese, per presentare il suo bel libro “Ne valeva la pena” (pubblicato da Laterza). Lo spazio tra gli scaffali della libreria si riempie rapidamente, con un pubblico certamente attirato dall’autore, un magistrato di grande autorevolezza e prestigio, ma anche dall’interlocutore, lo scrittore-magistrato varesino Giuseppe Battarino, affiancato dal vivace avvocato Cristina Faravelli, una rivelazione per quanto riguarda i dibattiti.

Il volume scritto da Spataro parla di noi, della nostra storia, di grande inchieste e grandi processi. Lui, però, si smarca con stile. A proposito della cospicua mole del libro, dice: “Non intendevo scrivere la storia della giustizia italiana, ma non mi è stato possibile dividere le valutazioni tecniche e le emozioni”. Spataro, sollecitato dalle “provocazioni” di Battarino e della Faravelli, racconta della magistratura. E racconta quei magistrati che, a Palazzo Venezia, davanti al Duce, applaude fragorosamente davanti ad un discorso che li vuole subordinati al potere politico. “Una magistratura serva, come oggi qualcuno vorrebbe che fosse”. Così come, prosegue Spataro, c’è chi sostiene il processo breve. “Una vera barbarie, perchè impedisce l’obbligatorietà dell’azione penale”. A Spataro non va giù neppure chi pensa in Italia che “gli immigrati irregolari siano il nemico pubblico numero uno, lo voglio dire anche qui a Varese”.

Ma il ragionamento di Spataro non è a senso unico. Come è critico nei confronti della giustizia targata Berlusconi, lo è pure nei confronti di autorevoli esponenti del Pd, come l’ex magistrato Violante, che ha scritto che i magistrati devono essere come leoni sotto il trono, una frase di Francis Bacon, un condannato. “Il magistrato deve essere consapevole dei paletti: se non si trovano prove, ci si deve fermare”. Più in generale, ha continuato Spataro, “occorre ricondurre il sistema a ragione, ricondurlo ai principi della Costituzione”.

Il magistrato ha ricordato alcune vicende processuali che lo hanno coinvolto profondamente: dall’arresto dell’ex imam di Milano, Abu Omar (“un modo barbaro di contrastare il terrorismo”, ha detto Spataro) fino alla lunga scia di sangue lasciato dietro di sè dal terrorismo (“un fenomeno criminale frutto della follia”). Un fenomeno, il terrorismo, che ha fatto evocare alcuni ricordi varesini: “All’inizio i magistrati italiani si trovarono impreparati ad affrontare il terrorismo – ha raccontato Spataro -, a differenza di alcuni marescialli dei Carabinieri che avevano capito tutto, come nel caso, a Varese, del maresciallo Armando Ferrante, al quale va la mia riconoscenza”. Spataro ha ricordato anche Betta Cacioppo, organizzatrice a Varese di incontri di informazione e dibattito ai quali ha partecipato lo stesso magistrato.

E quanto alla paura? Un magistrato può avere paura? “Potevo anche avere paura, ma non ci pensavo – ha risposto Spataro -. E poi mi ha sempre aiutato la mia ‘vis agonistica’, la voglia di lottare che mi ha regalato la mia attività sportiva”.

12 febbraio 2011
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Un commento a “Spataro: magistrati non eroi, ma servitori della legge

  1. Andrea Marabini il 12 febbraio 2011, ore 10:31

    NOOOOO, ecco lo sapevo, non riesco mai ad informarmi in tempo per eventi di questo genere… che tristezza…. QUANDO SARA’ IL PROSSIMO EVENTO???

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