Varese

Pgt, un oggetto misterioso. Luci e ombre secondo il Pd

Un momento dell'assemblea Pd al De Filippi

Dopo lo strappo di Milano, con la maggioranza guidata dalla Moratti che ha approvato, da sola,  il nuovo Pgt (liquidando in poche sedute le oltre 4 mila osservazioni dei cittadini milanesi), ora anche Varese si trova alle prese con questo strumento che disegna lo sviluppo della città. Quasi un oggetto misterioso, nella città giardino, visto che non se ne sente più parlare e che, nonostante le rassicuranti intenzioni del centrodestra, tutto è stato rimandato a dopo le elezioni. Ma cosa è esattamente il Pgt? E’ la domanda risuonata ieri sera all’incontro organizzato dal Pd di Varese, dal titolo “Idee di futuro a confronto”. Un incontro molto partecipato, con un centinaio di persone intervenuto al De Filippi per discuterne con gli esperti. Presente in sala anche Luisa Oprandi, prossima candidato sindaco a Varese. Assente invece Bresciani, presidente dei costruttori.  

Come ha rilevato ad inizio incontro il segretario cittadino del Pd, Roberto Molinari, l’incontro si poneva l’obiettivo di conoscere più a fondo uno strumento decisivo per la programmazione del territorio, che la maggioranza a Varese non ha saputo definire e discutere in questa legislatura. Ad Emiliano Cacioppo, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, il compito di tirare le somme al termine dell’incontro.

A chiarire il ventaglio di problemi e opportunità che lo strumento evoca,  è intervenuta la professoressa Maria Cristina Treu, del Politecnico di Milano. “Sono pochi i Comuni che hanno approvato il piano del territorio – ha detto la Treu -, a parte il colpo di mano di Milano”. Fondamentale lo spostamento dal Piano regolatore generale al Pgt, appunto, “uno strumento che ha portato a sdrammatizzare la decisione iniziale a favore di una più forte attenzione sulla sua attuazione”. Uno strumento importante, che però qualche volta vede Comuni molto attenti a “cittadelle dei servizi o dello sport”, mentre le persone hanno più bisogno di servizi che funzionano, aria pulita, strade e marciapiedi. “Uno strumento, dunque, il Pgt - ha proseguito la Treu -, che esce dalla logica rigida del Prg, per dare alcune indicazioni di svilupo, con la possibilità di adeguamenti nel tempo”.

E’ poi intervenuto  l’avvocato Davide Galimberti, che ha presentato le proposte Pd in materia urbanistica. Galimberti ha esaminato il vecchio Prg di Varese, datato 1995 e tuttora vigente,  in cui non compaiono criteri fondamentali: dal risparmio energetico all’attenzione ad attuare un intelligente consumo del suolo, fino a tutta la questione delle energie rinnovabili. Una serie di punti di riferimento per il prossimo strumento, che può incidere positivamente nella vita dei cittadini. “Allo stato attuale – ha detto Galimberti -, e proprio per l’assenza di quei criteri appena ricordati, i varesini vivono in una città più inquinata e più insicura, in cui si spende di più per l’approvigionamento energetico”. Uno strumento dunque fondamentale, il Pgt, per migliorare la qualità della vita della città.

12 febbraio 2011
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