Varese

Missoni rievoca il dramma degli italiani d’Istria

Il coro della scuola elementare Mazzini intona l'inno nazionale

Una manifestazione ricca e interessante, il Giorno del Ricordo celebrato questa mattina nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria. Ma non una cerimonia ufficiale, quanto piuttosto un momento di riflessione e memoria alla presenza dei tanti ragazzi delle scuole varesine insieme ai loro insegnanti. Promossa dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, comitato provinciale di Varese, con la collaborazione del Comune e della Provincia, dell’Ufficio Scolastico provinciale, dell’Università dell’Insubria e di Ubi Banca, il Giorno del Ricordo ha visto alternarsi testimonianze e riflessioni, poesie e melodie della terra perduta.

A condurre l’intera mattinata una pimpante e divertente Sissi Corsi, presidente del comitato organizzatore, insieme al vicepresidente Pier Maria Morresi. Dopo gli indirizzi di saluto, da parte del sindaco Fontana, dell’assessore provinciale Bonfanti, dell’assessore regionale Cattaneo, del deputato Marantelli, di Lorella Caterina a nome dell’Ufficio Scolastico Provinciale, è stata presentata una selezione di antichi filmati di repertorio che ricordavano i giorni delle foibe e dell’esodo degli italiani dall’Istria: immagini commuoventi, capaci di trasmettere, a distanza di tanti anni, lo strazio di abbandonare la propria terra e le proprie cose.

E’ poi intervenuto il professor Giuseppe Armocida, professore all’Insubria e presidente della Società italiana di Storia della medicina, oltre che presidente della Società Storica Varesina. Secondo Armocida, il Giorno del ricordo deve “farci ricordare i tanti giorni di silenzio”. E’ necessario, in questo senso, “ricordare  i morti, le tragedie, le sofferenze, l’esilio, ma anche il fatto che troppo a lungo è sceso su quei fatti un silenzio colpevole, fatto di calcolo e di convenienza”. Un giorno, ha continuato Armocida, che è “un giorno a sentinella”, che vigila sui mostri che ci sono stati e che potrebbero ritornare.

Lunga parentesi quella della premiazione dei ragazzi e delle scuole che hanno partecipato al concorso della Regione su temi al centro della manifestazione, una premiazione condotta da Giancarlo Angeleri, direttore della Prealpina, e da Matteo Inzaghi, direttore di Rete55. Diversi i lavori dei ragazzi, da ricerche su quel periodo alla riscoperta di melodie ormai dimenticate, canzonette e canzoni, che sono state riproposte in Aula Magna.

Ma il momento senza dubbio più suggestivo ed emozionante della manifestazione è stato senza dubbio quello in cui ha preso la parola Ottavio Missioni, grande imprenditore, anche lui esule, che in questi giorni ha tagliato il traguardo dei 90 anni. “Per 50 anni non ha parlato nessuno, e la verità è stata mistificata tacendo”. Positiva la valutazione del Giorno del Ricordo: “Il parlamento ci ha dato (quasi all’unanimità) il diritto di ricordare, e noi ricordiamo soprattutto quelli che non ci sono più. Ricordiamo i profughi senza ritorno: mentre l’emigrante può sempre sognare di ritornare, questo non accade a noi, che abbiamo lasciato cose che ora non esistono più”. Per Ottavio Missoni, è necessario ricordare gli italiani d’Istria: “Abbiamo pagato un prezzo morale e materiale che nessuno ha mai pagato”.

12 febbraio 2011
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