Lettere

Turnover allo Sport

Nella vicenda della nomina della nuova Assessore nella Giunta comunale di Varese leggo, purtroppo, l’ennesima sconfitta della democrazia e della politica. Da buon varesino concreto, penso: “Se questa nomina era così necessaria per risolvere i problemi della nostra città, perché non è stata fatta prima?”. Un nuovo assessore allo “sport e manifestazioni di rilievo nazionale ed internazionale”, ad alcune settimane dalle elezioni, a chi giova?

Personalmente ho a cuore soprattutto lo sport che serve per la salute ed il benessere di tutti i cittadini. Le grandi manifestazioni durano pochi giorni. Certamente contribuiscono ad accendere i riflettori della grande informazione sulla nostra comunità, come in occasione dei Mondiali di ciclismo, e come spero che avvenga anche per i Mondiali di canottaggio del 2015, ma se, poi, ci lasciano in eredità cicatrici permanenti come gli alberghi all’Ippodromo e a Capolago o il parcheggio incompiuto di viale Europa, sono veramente utili? Non sarebbe meglio investire, in via prioritaria, come hanno fatto, con grande saggezza, i nostri padri e i nostri nonni, sui grandi e piccoli impianti sportivi di proprietà comunale, che, in mancanza di manutenzioni adeguate e regolari, sono ormai fatiscenti?

Se non programmiamo il futuro dei nostri impianti ora che siamo in fase di redazione del PGT quando mai lo faremo?

Premesso che non c’è nessun astio nei confronti della dottoressa Nidoli e nessun sentimento misogino, non posso, tuttavia, non sottolineare anche un’altra questione: dal 2006 al 2011, alla guida dell’Assessorato allo sport si sono susseguiti ben tre Assessori: il sindaco Fontana, il vicesindaco De Wolff e, ora, la dottoressa Nidoli. Nessuno con una competenza sportiva specifica. Non sarebbe stato meglio affidare ancora le deleghe all’entusiasta ed appassionato Caccianiga?

Nell’ultima nomina, come suggeriscono i giornali, c’è lo zampino del potente ministro La Russa. Ed è proprio qui che, a mio parere, sta la contraddizione più grande del sindaco Fontana: come può chi si proclama federalista subire, in silenzio, un’imposizione così pesante proveniente da “Roma ladrona”?

Il risultato delle manovre che hanno preceduto e portato alla nomina della dottoressa Nidoli è sotto gli occhi di tutti: una giovane, bella e ricca ragazza si siede al tavolo della Giunta aggiungendosi alla dottoressa Tommassini che, per cinque anni, è stata l’unica donna a farne parte.

Alla dottoressa Nidoli l’arduo compito, vista la brevità del tempo a disposizione, di mostrare, al di là della sponsorizzazione romana, quanto vale. Le faccio sinceramente tanti auguri.

Lo so che queste mie frasi non piaceranno né al sindaco, né alla dottoressa Nidoli, ma tutti i varesini di buon senso non possono non rilevare che questa nomina in extremis assomiglia molto, per usare una metafora sportiva, la quale dovrebbe essere familiare alla dottoressa Nidoli, ad uno dei rocamboleschi autogol che l’indimenticato giocatore Niccolai era solito fare in “zona Cesarini”.

Emilio Corbetta

Consigliere comunale PD

9 febbraio 2011
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