Varese

La casa di via Pola rifinanziata. Battuto il Carroccio

C’è da tirare un sospiro di sollievo: sì, Varese è ancora una città ospitale. Questa mattina, alla riunione di giunta, si è acceso il semaforo verde per il rifinanziamento della struttura di via Pola, che ospita stranieri richiedenti asilo e viene gestita dalla Caritas Ambrosiana. Nuove risorse, per l’esattezza 236 mila euro per tre anni, destinate a queste strutture dal ministero degli Interni, oggi presieduto dal ministro leghista Maroni, in base alla Legge Bossi-Fini.

Come già accaduto in passato, il punto all’ordine del giorno ha visto una spaccatura netta della giunta: da una parte, per il sì a rifinanziare la struttura, Pdl (tranne l’assessore Federiconi) e Udc, dall’altra parte, per il no, il sindaco Fontana, gli assessori leghisti Binelli e Zagatto, oltre al Pdl Federiconi. Semaforo verde, dunque, a quella che la legge definisce “partecipazione ai finanziamenti” da parte del Comune di Varese, che contribuisce con una quota di 27 mila euro alla permanenza della casa per i profughi.

Soddisfazione espressa dall’assessore ai Servizi sociali, l’Udc Gregorio Navarro. “E’ stato un fatto positivo, che consente di tenere aperta che ospita stranieri che hanno già il permesso di soggiorno, e che sono in attesa che venga riconosciuto il loro status di rifugiati o per ragioni politiche o per motivi umanitari”. Attacca, invece, l’assessore leghista all’Urbanistica, Fabio Binelli. “Diciamo le cose come stanno: solo un quinto degli ospiti di via Pola ottiene il riconoscimento. Gli altri spariscono, oppure, avvalendosi della legislazione buonista in vigore, con ricongiungimenti eccetera, restano in Italia. Una struttura che in realtà è un centro di penetrazione dei clandestini”.

8 febbraio 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi