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Formigoni fa il leghista e condanna il film Vallanzasca

Un fotogramma dal film di Placido su Vallanzasca

“Questa giornata assume ancora più valore e importanza di fronte al desiderio di coloro che pretendono, attraverso film, di innalzare a vittime della società alcuni personaggi che invece furono gli assassini dei servitori della Repubblica. Questi gesti offendono la memoria delle vittime e rischiano di creare miti negativi”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, oggi nell’aula del Consiglio regionale in occasione della celebrazione della settima edizione della giornata della memoria dei servitori della Repubblica, caduti nell’adempimento del dovere.

Tra i banchi consiliari, assieme ai politici lombardi, i parenti delle vittime tra cui Gabriella Vitali, vedova del maresciallo Luigi
D’Andrea ucciso insieme all’appuntato Renato Barborini il 6 febbraio 1977 dalla banda Vallanzasca. “Con questo evento vogliamo ribadire con forza che siamo dalla parte dei servitori dello Stato e dalla parte dei parenti delle vittime – ha aggiunto Formigoni prima del minuto di silenzio – che devono convivere quotidianamente con le ferite dolorose della tragica perdita subìta. Sono questi parenti i veri eroi a cui noi vogliamo tributare il nostro omaggio”.

Il gonfalone della Regione assieme a quelli della Provincia e del Comune di Milano ha fatto da corona all’evento. Tantissimi i
ilitari presenti all’appuntamento, molti le associazioni tra cui l’Anpi e l’associazione Vittime della criminalità. È stato
il trombettiere della Polizia locale di Milano ad eseguire, alla fine della cerimonia, il silenzio d’ordinanza di fronte all’aula
alzatasi in piedi.  “Solo mantenendo viva la memoria di quel sacrificio – ha aggiunto Formigoni durante il suo intervento in aula – è
possibile insegnare a desiderare la giustizia e a creare una vera cultura del rispetto del prossimo e della legalità. La
positività della convivenza non nasce da alcune regole imposte: viceversa, le regole sono espressione di una cultura ampiamente
riconosciuta e fatta propria. Le istituzioni, per parte loro, devono sostenere la creazione di un clima culturale e di
convivenza in cui non venga lasciato spazio all’illegalità”.

È stato dunque un forte richiamo al rispetto del prossimo, alla legalità e alla giustizia quello pronunciato dal presidente
della Regione Lombardia. Parole, queste, riprese anche nella citazione del saggista Stefano Levi della Torre con cui Formigoni ha voluto concludere il suo intervento: “La giustizia vuole la punizione del crimine perché esso non si ripeta; la testimonianza vuole che il crimine sia saputo perché il mondo conosca se stesso; la misericordia vuole che siano riconosciuti la vittima e, quando c’è, il pentimento”. “Questa cerimonia – ha poi commentato il presidente – ci consente di meditare sulle ragioni profonde del nostro essere insieme e sulla necessità di costruire una società sempre più sicura e giusta in memoria di quelle persone che si sono sacrificate a beneficio di tutti”.

8 febbraio 2011
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