Economia

Federalberghi: necessario rilancio per uscire dalla crisi

Nell'area attorno a Malpensa migliora la situazione delle strutture alberghiere

Tempo di bilanci per gli albergatori del Varesotto: sono infatti stati elaborati i dati relativi agli indicatori sintetici del settore per l’anno 2010 che riguardano percentuale di occupazione, prezzo medio e redditività delle camere. I numeri dicono che il 2010 è stato ancora un anno difficile e rendono evidente che è sempre più urgente identificare una strategia di rilancio della vocazione turistica del territorio, anche in vista dell’Expo 2015. Risulta vitale per il settore, inoltre, evitare l’introduzione della tassa di soggiorno (prevista dal provvedimento sul federalismo municipale) considerata dagli operatori iniqua e vessatoria.
 
La fotografia scattata per l’anno appena trascorso presenta ancora luci e ombre. Per l’area attorno a Malpensa si registra un timido miglioramento della situazione (anche se restano lontane le performance del periodo precedente la crisi), già percepito negli ultimi due trimestri dell’anno. L’occupazione delle camere è salita dal 51,54% al 58,01% così come di segno più è la redditività, mentre si è abbassato il prezzo medio ( pari a 64,90 euro). A favore del rilancio delle attività alberghiere nella zona ha giocato sicuramente il potenziamento delle rotte, che ha fatto registrare un incremento di traffico passeggeri pari all’8%. Da parte loro gli operatori del settore hanno puntato su azioni di marketing,  rinnovando il loro impegno sul versante della promozione e della qualità. Su questo fronte positive sono anche le aspettative per l’anno appena iniziato per il quale le previsioni parlano di un crescente interesse da parte delle compagnie aeree per l’hub della Brughiera. Tuttavia il confronto con le performance delle strutture alberghiere nelle zone aeroportuali di altri Paesi europei, indica che la strada da percorrere è ancora lunga: la redditività delle camere attorno a scali come Londra o Amsterdam è doppia rispetto a quella di Malpensa. L’andamento futuro per la zona dello scalo sarà anche da valutare alla luce dell’apertura di nuovi alberghi che fanno aumentare significativamente (si parla di 1000 camere) la disponibilità di camere.

Le strutture alberghiere della città di Varese invece mostrano ancora una volta una situazione critica, con gli indicatori tutti di segno meno, così come già era accaduto nel 2009 a conferma del fatto che il turismo business e  congressuale è stato pesantemente colpito dalla crisi. La percentuale di occupazione delle camere registra un meno 4,5% rispetto al 2009 attestandosi al 43,35% e anche la redditività per camera è scesa del 7% nei dodici mesi. 

In sintesi i dati a livello provinciale restituiscono l’immagine di un lieve miglioramento, per lo più condizionato dal dato relativo all’area di Malpensa. Si tratta di un segnale che difficilmente però può essere letto come una inversione di tendenza, e che lascia dunque una situazione di profonda incertezza per gli operatori del settore.
 
Di fronte a questa situazione per Federalberghi Varese è necessario che tutte le istituzioni del territorio, ciascuna per le sue competenze, ragionino su di una strategia di rilancio del turismo per il territorio, mettendo in campo idee e competenze. Una sfida questa che coinvolge in primis, in quanto cabina di regia delle operazioni, l’Agenzia del Turismo dalla quale si aspettano indicazioni precise rispetto al piano di marketing e comunicazione che permettano agli operatori di orientarsi verso mercati che siano alternativi a quello business come quello cicloturistico, o più in generale sportivo, oppure culturale o legato ad eventi.
 
Un altro fronte sul quale Federalberghi punta l’attenzione è quello della tassa di soggiorno, al momento solo paventata, ma che potrebbe diventare realtà. Un balzello considerato iniquo e distorsivo del mercato e che avrebbe l’effetto di vanificare gli sforzi fin qui fatti dagli albergatori nel contenere i prezzi senza rinunciare alla qualità. Una tassa che finirebbe inoltre per rappresentare un ulteriore aggravio burocratico per chi possiede una struttura alberghiera, senza produrre (come accadrebbe con una tassa di scopo) effetti positivi per il settore nel suo complesso. Sarebbe più equo che, se proprio tassa dovesse essere, il relativo onere venisse distribuito tra tutti i soggetti che dal turismo traggono beneficio, coinvolgendo quindi l’insieme delle categorie economiche presenti sul territorio
Interessato.
 
Nel 2010 in provincia di Varese hanno operato 172 alberghi (di cui 104 associati Federalberghi, a cui si aggiungono 26 associati di altre strutture ricettive complementari, per un totale complessivo di 130 associati), per un numero totale di 4393 camere e 8485 posti letto. L’Osservatorio economico monitora 1658 camere, il 30 per cento del totale.
 
 
La categoria più rappresentata è quella degli alberghi 3 stelle (74), seguono 4 stelle (46), 2 stelle (29) e 1 stella (23).

4 febbraio 2011
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