Varese

Aumenti a raffica, opposizioni sul piede di guerra

Da oggi 1 febbraio i rincari delle tariffe dei mezzi del trasporto pubblico si fanno sentire. Una stangata in piena regola, decisa dalla finaziaria targata Tremonti, il ministro più amato dal Carroccio, e tradotta in concreto prima dalla Regione e poi dal Comune. E non è tutto: è solo il primo atto di un’operazione che vedrà, a maggio, una seconda, pesante stangata.

A Varese scende in campo il Partito democratico con i consiglieri comunali Cacioppo, Molinari e Mirabelli: “Come avevamo denunciato nei mesi scorsi, il governo Berlusconi (PDL + Lega Nord), quello che aveva promesso “meno tasse per tutti”, tramite la manovra finanziaria ispirata dal ministro del Tesoro Tremonti, ha deciso di tagliare pesantemente i trasferimenti statali alle Regioni per quanto riguarda il trasporto pubblico locale: – 314,1 milioni di euro! La Lombardia del governatore Formigoni e dell’assessore Cattaneo, che pure avrebbe avuto i mezzi per protestare contro questa ennesima stangata, ha preferito tacere ed eseguire fedelmente (alla faccia del federalismo!) gli ordini del governo, tagliando, a sua volta, i trasferimenti regionali. Lo sgradito compito di tagliare le corse e di aumentare il costo delle tariffe, in questo modo, è stato furbescamente scaricato sulle spalle dei Comuni”.

Continuano gli esponenti del partito di Bersani: “In questo contesto, cosa avrebbe potuto fare concretamente il Comune di Varese per cercare di limitare i danni per i cittadini? La risposta è semplice: avrebbe almeno potuto predisporre per tempo provvedimenti per cercare di rendere più competitivo ed efficiente il trasporto pubblico locale, come la realizzazione di ZTL e zone 30; l’attivazione di telecamere; l’aumento della validità oraria del biglietto da 75 a 90 minuti; l’ intensificazione dei controlli per accertare il pagamento del biglietto da parte di tutta l’utenza; la modulazione diversa delle tariffe delle aree di sosta per i veicoli privati tra centro e periferia; il potenziamento del servizio di bus a chiamata; la copertura, tramite risorse comunali, del previsto aumento del biglietto di 15 centesimi Il Comune di Varese, invece, imitando la Regione Lombardia, ha scelto di lavarsene le mani, costringendo i varesini ad aprire, come al solito, il portafoglio”.

“Noi del Partito Democratico - conclude la presa di posizione - non condividendo il taglio delle corse e l’aumento delle tariffe in assenza di qualsiasi miglioramento del servizio, chiediamo conto all’Amministrazione Fontana proprio di questo suo rassegnato immobilismo”.

Interviene sulla questione dei rincari anche l’Italia dei Valori con la consigliera provinciale Vilma Borsotti: “I pendolari, dal primo febbraio, si prendono l’ennesimo schiaffo e non possono far altro che porgere l’altra guancia. Gli aumenti, per gli spostamenti regionali su mezzi pubblici, sono  stati confermati  in una conferenza a Palazzo Pirelli dal Presidente della Regione e dall’assessore alle infrastrutture. Nonostante il tentativo di confondere le idee mischiando i benefici  dell’abbonamento “ioviaggio” per “in famiglia”, “treno città” la realtà è che i pendolari subiranno l’ennesima e ingiusta beffa”.

Rispetto alla Carta regionale, che esiste dal 2004 ad un costo di €.83,33 al mese, l’abbonamento “ioviaggio” subirà un aumento del 18 %.  Per la carta “ioviaggio”, che in promozione costerà  €.85,00,  ogni pendolare dovrà sborsare  €.99,00 al mese e visto che al peggio non c’è limite ci sarà un ulteriore aumento del 10% proprio nel giorno in cui ricorre la Festa dei Lavoratori: il primo maggio.
“Per completare l’opera, dal 730 – continua la Borsotti - non si potranno più detrarre le spese di trasporto e pertanto il pendolare abbassa la testa e ringrazia, in particolar modo, coloro che sono andati a Roma per difendere i suoi interessi ed evidentemente se ne sono dimenticati. Se i pendolari piangono i varesini non ridono; infatti, dal primo febbraio, si trovano una raffica di aumenti, per il trasporto pubblico, che si aggirano sul 15% circa. Unica cosa certa è che la politica delle attuali amministrazioni, Regionale e Comunale, sono lontane anni luce dalle necessità di chi, con grandi sacrifici, usa i mezzi pubblici, spesso indecenti,  per compiere il suo dovere”.

1 febbraio 2011
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