Varese

I cimeli escono dal deposito. Per ritornarci

I componenti del comitato "Varese per l'Italia"

Per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la città di Varese rischia di indossare la maglia nera. Dopo l’annuncio di un comitato di tre saggi che affiancherà la giunta comunale, ancora nulla è dato sapere su eventuali iniziative celebrative. Nessuna mostra in vista, nessun evento, tutto tace. A fronte di questa situazione risulta, dunque, quanto meno paradossale il fatto che esista un comitato molto attivo, “Varese per l’Italia”, presieduto dal giornalista Luigi Barion, che organizza e si mobilita, ma lo fa a costo di grandi sacrifici personali. Non un centesimo di risorse per questo comitato e le sue iniziative verranno dal Comune, che pure ha stanziato la cifra di 10 mila euro per le celebrazioni.

E’ davvero attivo questo comitato. E’ persino riuscito a tirare fuori in cimili risorgimentali che sono sempre stati chiusi nei sotterranei di Villa Mirabello, per farne una mostra. A metà marzo, sarà esposta nella sala ottogonale della Villa, che è sede dei Civici Musei di Varese (questo spazio sarà offerto dal Comune, insieme alle vetrine per esporre i pezzi) una serie di preziosi cimeli risorgimentali, dai fucili appartenuti ad alcuni patrioti ai capi d’abbigliamento, come camicie, cappelli, foulard. C’è poi una donazione di documenti cartacei assai preziosa, che contempla anche una lettera firmata dall’Eroe dei due Mondi. Non mancheranno i quadri di soggetto risorgimentale. A cominciare dalla grandissima tela “Il passaggio del Ticino a Sesto Calende dei Cacciatori delle Alpi il 23 maggio” di Eleuterio Pagliano, opera prestata dai Civici Musei di Varese alla mostra appena consludsa alle Scuderie del Quirinale e che il Comune presterà in quei giorni alla grande mostra di Torino. E a Varese? Ci dovremo accontantare di una bella immagine fotografica.

Tutti questi cimeli sono rimasti fino ad oggi chiusi in un sotterraneo di Villa Mirabello e, in attesa di una sede per realizza re un’esposizione permanente, ritorneranno nell’ombra al termine della mostra promossa, a proprie spese, dal comitato “Varese per l’Italia”. I volontari che si dedicano alle iniziative per il 150° hanno calcolato che le risorse necessarie quest’anno sono all’incirca 15-20 mila euro. E il presidente Barion, per raccimolare qualche euro, ha preso carta e penna e si è rivolto alle associazioni di categoria per chiedere di contribuire, da Univa fino ad Ascom e Confesercenti.

Tra le iniziative promosse dal Comitato un encomiabile lavoro con le scuole, che è coordinato dalla professoressa Giromini e che ha già ricevuto il patrocinio dell’Ufficio scolastico provinciale diretto da Claudio Merletti. Anche in questo caso, il comitato si è mosso con forza a sollecitare le scuole di Varese a riscoprire il perchè sono spesso dedicate ad eroi risorgimentali, come nel caso della scuola Mazzini o dalla scuola Garibaldi. Come dice Barion, “non vogliamo organizzare iniziative generiche, ma momenti dedicati a focalizzare il ruolo di Varese nel Risorgimento”. Tra le iniziative con le scuole, che riceveranno un aiuto da Coop Lombardia, dalla Nuova Urbanistica e da una cooperativa sociale, anche la manifestazione in programma il 16 marzo, con la proiezione, presso il Cinema Teatro Nuovo, del cartone animato “L’Eroe dei due Mondi”.

31 gennaio 2011
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Un commento a “I cimeli escono dal deposito. Per ritornarci

  1. ROBERTO GERVASINI il 31 gennaio 2011, ore 18:13

    Il programma Scuole è molto ben organizzato dalla prof.ssa Giromini.
    L’associazione ha in programma altre iniziative che annuncerà a breve.
    Per i reperti al Museo sarebbe bene che anche i privati cittadini o Enti si facessero avanti. Brescia ha un Museo del Risorgimento al Castello con non molte cose esposte su un’area di 400 mq. Non occorrono palazzi. Il nome di Varese, città garibaldina per eccellenza, fu la prima liberata nella guerra del 1859, e brilla sul ponte Garibaldi a Roma, come in cento città d’Italia.

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