Varese

Una “Butterfly” che finirà in mostra alla Bandera

Un momento della "Butterfly" proposta a Varese

Si percepiva l’emozione, nella sala del Teatro Apollonio di Varese, al canto della romanza “Un bel dì, vedremo” da parte della raffinata Cio Cio San nella “Madama Butterfly”, capolavoro di Giacomo Puccini, che a Varese si è potuta vedere nell’allestimento del Teatro dell’Opera di Milano, con l’originale regia  di Mario Riccardo Migliara. Un’apertura su vie piene di centri massaggi cinesi, di cartelli ”aperto” sulle porte, un’atmosfera che svapora per lasciare spazio al mondo fatato e romantico della geisha che si innamora del capitano americano. Due mondi che si scontrano e che si lsciano dietro una scia di sangue.

Un allestimento intelligente, che ripropone un classico del melodramma adottando alcune soluzioni originali. “Certamente due elementi che caraterizzano questa edizione – conferma il regista Migliara – l’apertura che evoca un mondo di mercimonio che possiamo vedere anche nelle città d’oggi e le giostre di immagini che saranno al centro, in febbraio, di una mostra che sarà ospitata alla Fondazione Bandera di Busto Arsizio”. Un mix di tradizione e tecnologia che il pubblico varesino mostra di gradire, accorrendo ad assistere ad opere come questa, e riempiendo il teatro di piazza Repubblica (almeno seicento gli spettatori della “Madama Butterfly”).

La vicenda è affascinante, e sembra correre su una strada in discesa che inevitabilmente finisce nella tragedia finale, con la protagonista che si suicida per la delusione assoluta che riceve dall’occidentale Pinkerton. Un Puccini con tutti i crismi, ma con l’arricchimento di elementi scenici e di una regia che visualizzano i sentimenti dei protagonisti. Dopo questa “Butterfly”, il Teatro dell’Opera di Milano, con l’Orchestra Filarmonica, tornerà a Varese con un’altra opera, il “Don Pasquale” di Donizetti, in programma il 17 aprile al Teatro Apollonio.

30 gennaio 2011
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