Varese

Serata per l’Africa, parla la suora che viene dal Kenia

Da sinistra, Sister Luul, Dino Azzalin e Sister Alim

Una serata che ha unito il divertimento alla solidarietà, l’amicizia all’impegno nei confronti dei più poveri. E’ stata tutto questo l’iniziativa ospitata presso lo Spazio Lavit di Varese, dal titolo “Un sorriso per Giakaibei”, promossa dall’associazione Amici Per l’Africa – Friends For Africa, con il patrocinio AIO (Associazione Italiana Odontoiatri) e AIDI (Associazione Italiana Igienisti Dentali Italiani). Un appuntamenmto che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, che hanno assistito ad un momento di improvvisazione teatrale e poi hanno partecipato ad un’asta benefica in favore di un progetto portato avanti da Apa in Kenia, e cioè un nuovo studio dentistico nel dispensario medico di Giakaibei, centro gestito dalle suore cappuccine di Madre Rubatto.

A condurre la serata allo Spazio Lavit, il dentista-poeta-editore Dino Azzalin (presidente di Apa), che ha presentato la finalità del progetto, ha lanciato un bel video che riassume le iniziative dell’associazione e ha condotto, nell’inedito ruolo di battitore, l’asta benefica, resa divertente dagli affondi e dalle pirotecniche battute del gruppo milanese “Teatribù”, un’associazione che si dedica all’arte dell’improvvisazione teatrale. Grazie ai ragazzi di questo gruppo teatrale l’asta-lotteria ha conosciuto un certo siuccesso, ed è riuscita a raccogliere risorse significative. Ad accompagnare il video e l’asta c’era il percussionista senegalese Badù Soce.

Un’occasione preziosa per avvicinare la vivace Sister Alim, di origini eritree, Madre generale delle suore di Madre Rubatto in Kenya. Accanto a lei, ascolta la breve chiacchierata Sister Luul, anche lei di origini eritree.

Madre Alim, ci aiuti a capire qual è la situazione di Giakaibei, un villaggio keniano dove opera il dispensario. Chi abita in quel luogo?

Gran parte di coloro che abitano nel villaggio (sono circa tremila gli abitanti) sono contadini. Di solito piove, ma se non piove le persone sono disperate perchè non possono coltivare il thè, la coltivazione principale. Ma seminano anche granoturco e verdure.

Parliamo del dispensario. Quali malattie si curano?

Per noi il dispensario è un importante punto di riferimento. Siamo noi Suore cappuccine di Madre Rubatto a seguire la vita bnel dispensario, tre suore e una novizia, oltre al personale sanitario (adesso c’è anche un dentista locale). Arriva un po’ di tutto a questo dispensario, che non offre solo le cure, l’assistenza ai malati, ma anche l’educazione e la pastorale. E’ veramente utile per curare le malattie più diffuse: la malaria, l’Aids, il tifo.

Qual è il rapporto tra voi suore e la popolazione locale?

Un grande rapporto di amicizia, in particolare con le donne del villaggio e con quelle che arrivano al dispensario, che si trova a dieci chilometri dalla strada principale. C’è molta riconoscenza per noi suore, che ogni giorno viviamo tra il popolo, a stretto contatto con chi sta peggio. E certamente una serata come questa, che vuole aiutarci raccogliendo fondi, è preziosa e ci consente di aiutare meglio chi si rivolge al dispensario con fiducia.

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29 gennaio 2011
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Un commento a “Serata per l’Africa, parla la suora che viene dal Kenia

  1. alberto lavit il 30 gennaio 2011, ore 12:35

    concordo con quello che hai scritto. grazie a tutti . metto il link di questa tua pagina su quella dell’evento. ciao

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