Varese

Emergenza-casa, affonda in aula un sì trasversale

Palazzo Estense a Varese

C’è bisogno di case a Varese. E a Varese sono 3500 gli appartamenti sfitti. Un paradosso che fotografa bene un problema che pare insolubile, su cui da tempo non si registra alcuna iniziativa in grado si sbloccare un pericoloso impasse. Ieri sera, in Consiglio comunale, è approdata una proposta targata Pd, che puntava ad affrontare, con misure immediate, la vera e propria “emergenza abitativa” che colpisce il capoluogo.

All’ordine del giorno un articolato “pacchetto” di proposte, che sono state illustrate in aula dal consigliere Roberto Molinari. Proposte che partono da un’esperienza concreta raccontata in aula dallo stesso consigliere Pd. “In Commissione consiliare Servizi Sociali abbiamo registrato, con una serie di audizioni e di incontri, una forte preoccupazione da parte di tutti gli operatori sindacali o delle  associazioni di volontariato, per l’aumento del disagio sociale”. E da parte di tutti, è stata sottolineata “la necessità di giungere a delle proposte che riguardino la politica abitativa per la città di Varese e, in particolare, una politica in grado di incentivare e favorire il sostegno all’affitto”. 

Il “pacchetto” incentivava i proprietari a mettere sulla piazza appartamenti sfitti. Ai proprietari che propongono canoni concordati, pagamento di un’Ici più bassa, riduzione delle tasse sull’ipef e dell’imposta di registro. Incentivi economici anche per chi stipula un contratto di affitto a canone concordato con una famiglia o una singola persona segnalata dal Comune. Il quale offre pure un’assistenza legale gratuita in caso di morosità da parte dell’inquilino e garantisce il pagamento, grazie ad un apposito fondo, il pagamento fino ad un massimo di tre mensilità non pagate dall’inquilino moroso.

Per il pacchetto di misure targato Pd non c’è inizialmente ostruzionismo da parte della maggioranza. A partire dall’assessore ai Servizi Sociali, l’Udc Gregorio Navarro, che “apre” alla proposta, suggerisce un approfondimento in commissione, ma non se la sente di garantire la copertura economica del provvedimento nel bilancio 2011. Il confronto entra nel vivo, con emendamenti proposti dai consigliere Pdl di area ciellina Mauro Pramaggiore, che rende il provvedimento meno incisivo, ma ne salvaguarda i principi. Una scelta che subito viene accolta da Molinari che, accettando gli emendamenti, apre la porta ad un’inedita convergenza tra consiglieri cattolici di schieramenti diversi.

Ma la prospettiva non piace alla Lega, che entra a gamba tesa per scongiurare ogni accordo. Pramaggiore ne prende atto e ritira frettolosamente gli emendamenti, mentre il leghista Ghiringhelli e l’Udc Imperatore stoppano il pacchetto anticipando il voto contrario. E così con 2 astenuti, 10 favorevoli e 21 contrari, la proposta sulla casa viene cassata. E così chi aspetta casa, continua ad aspettarla, e le case sfitte, continuano ad essere sfitte.

27 gennaio 2011
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