Varese

I pazienti si raccontano. In un libro e un calendario

Il presidente Galli, Mery Scalera e il suo bambino

C’è una malattia affidata alle cartelle cliniche e una malattia raccontata da chi, in prima persona, viva un’esperienza spesso in grado di cambiare tutta la vita del paziente. E’ il racconto di un’avventura, con le sue difficoltà e le sue speranze, un dialogo che, sempre più, si diventa consapevoli fare parte a pieno titolo del percorso di cura e guarigione. Da qui partono le due iniziative lanciate questa mattina a Villa Recalcati, in una cornice costituita dai tanti soggetti, istituzioni e associazioni, che si dedicano ai pazienti oncologici.

A guidare l’incontro quella che è stata definita “un terremoto”, addirittura uno “tsunami”: Adele Patrini, presidente di una delle più dinamiche associazioni che si occupano di donne operate al seno per un tumore, Caos. Proprio la Patrini ha ricordato l’importanza delle associazioni che, in collaborazione con le istituzioni, affiancano le malate e le sostengono nel momento della malattia e della cura. Due le iniziative legate al mondo delle associazioni, patrocinate dalla Provincia: il “dario di viaggio” di Mary Scalera dal titolo “Il caffè di mio padre. Il mio viaggio con il cancro”, libro di una malata che ha sconfitto la malattia ed è diventata mamma, in grado di allattare il suo bambino (rumorosamente presente con lei in Provincia) e il calendario realizzato dall’associazione “La Lampada di Aladino”, con la storia di un malato, raccontata da lui stesso, per ogni mese dell’anno.

La presentazione delle iniziative è stata anche occasione per un dialogo tra esponenti delle istutuzioni e delle associazioni. Per il presidente della Provincia, Dario Galli, “le tante associazioni presenti sul nostro territorio e i tanti volontari sono ragione di forza e di conforto che sostengono chi è ammalato”. “Da quando sono assessore – ha detto Christian Campiotti, assessore provinciale alle Politiche sociali – si è abbattuto su di me l’uragano-Adele Patrini, che mi ha suggerito tante iniziative interessanti”. “E’ necessario parlare delle malattie oncologiche – ha ricordato Patrizia Tomassini, assessore ai Servizi educativi e alle Pari opportunità del Comune di Varese - , e chi si è ammalato ed è guarito può dare un grande aiuto agli altri”. Il dg dell’Azienda ospedaliera Walter Bergamaschi ha ribadito che “la parola è cura” e Pierluigi Zeli, direttore Asl di Varese, “occorre sempre ricordare che il paziente non è un numero, ma una persona”.

26 gennaio 2011
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