Varese

Trionfa Grillo profeta della Rete, nemico dei politici

Il comico Beppe Grillo al Teatro Apollonio

“Grillo is back!” e il Teatro Apollonio di Varese, da tempo ”sold out”, ha applaudito e si è divertito con un Beppe Grillo pimpante, a tratti amaro, spesso istrionico, quasi sempre tribunizio, a volte visionario. Un Grillo che, per due ore e mezza filate, ha tenuto avvinto un pubblico ben disposto nei suoi confronti, benchè non militante, almeno questa è stata l’impressione. Dopo che su un megascreen sul palco sono passate immagini di catastrofe ecologiche, Grillo è entrato in scena ed è partito subito all’attacco. Senza evitare di parlare anche del nostro territorio. La Pedemontana? “Una strada che passa tra gli asparagi”. La Lega Nord? “Un partito diventato come gli altri”. E c’è anche una battuta sul quotidiano varesino “La Prealpina”: “Un giornale con pagine talmente lunghe che non si finiscono mai di leggerle”.

Lo spettacolo è stata una piccola antologia del Grillo-pensiero. Tra i suoi nemici principali, i professionisti della politica, una classe dirigente giurassica, con tanto di fototessere di deputati e senatori della Repubblica over-70 proiettate sul palco e sbertucciate a dovere. Al contrario, di Rete e web Grillo nutre una visione mitica, diventano ai suoi occhi strumenti di una democrazia diffusa e dal basso, a portata di mano. Lotta dura contro cemento e  inquinamento, un po’ in stile Celentano. Tutto lo spettacolo cammina veloce, anche grazie alle continue incursioni dell’attore in platea, con dialoghi rapidissimi con questo e con quello. Una capacità di rapporto con il pubblico ineguagliabile.

Ma la vera bestia nera di Grillo in Italia restano i media, l’informazione, i giornalisti, tra i peggiori del mondo, secondo lui. Censurano, tacciono, e soprattutto intascano soldi pubblici “quantificati sulle copie stampate e non su quelle vendute”, dice Grillo a proposito della carta stampata. C’è qualche accenno alla politica, alla “Psiconano”, al ministro “Tremorti”, c’è qualche timido appello a costituire, in vista delle amministrative, liste di giovani sotto il marchio del suo movimento Cinque stelle. Ma la politica non è centrale, in questo spettacolo, mentre prevale la descrizione di uno sviluppo più rispettoso della qualità della vita. Decisamente post-ideologico (“basta con destra e sinistra”), Grillo fa appello ad un pubblico sfiduciato nei confronti dei politici e stanco delle caste. E non si rivolge ad un pubblico di grillini doc, come accadeva qualche anno fa, ma ad una platea di spettatori che si aspetta di divertirsi, pur senza rinunciare a pensare.

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25 gennaio 2011
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