Varese

Polizia provinciale, gira armata e tira al poligono

Da sinistra, Gorla, Carioni, Sartorio

La Polizia provinciale si presenta e fa il bilancio. Polizia locale a tutti gli effetti, ma dipendente da Villa Recalcati. Sono 36 uomini e donne, che operano, pur essendo un corpo unico, su tre fronti: faunistico, nautico, stradale. Questa mattina il presidente Dario Galli dà forfait e dunque tocca ad un neoassessore alla Sicurezza fresco di nomina, il Pdl Massimiliano Carioni, fare un bilancio e tessere le lodi del corpo di polizia. “Non avevo mai incontrato tanta professionalità e passione per il lavoro”. Accanto a lui la leghista Elena Sartorio, presidente della Commissione Sicurezza della Provincia. ”Il nostro è un team che cresce”.

Una polizia che controlla i laghi, interviene sulle strade in caso di bisogno, vigila nei boschi. E gira armata di tutto punto. Certo un dettaglio,  ma davvero non irrilevante. Come spiega il comandante della Polizia provinciale, Angelo Gorla, gli agenti vanno ad esercitarsi al poligono con un maestro d’armi, un agente del nucleo faunistico, che imbraccia, durante la conferenza stampa, un fucile a canna lunga che serve per colpire la fauna selvatica. Un fucile, dice l’agente, che ha una gittata di due chilometri. “E’ necessario stare attenti, perchè il proiettile se entra in un cervo, poi esce ed è difficile stabilire dove finisca”. Lo stesso comandante Gorla dice, riferendosi a due nuove donne agente: “State sicuri che su 50 colpi che sparano, ben pochi non vanno a centro”.

Gli agenti provinciali sono dotati di pistole calibro 9 per 21. Ma a che servono? Dice il comandante, che le armi “servono per difesa personale nostra e di eventuali utenti”. Una norma regionale relativa alla Polizia locale autorizza a portare le armi se l’amministrazione da cui dipendono accende il semaforo verde. Così è stato per Villa Recalcati. Che così ha un corpo di polizia a tutti gli effetti, che tuttavia è sottoposto a norme non adeguate. A questo si riferisce l’assessore Carioni quando dice: ”adesso abbiamo le mani legate, ma auspichiamo che il legislatore si renda conto che, per la particolarità del loro lavoro, gli agenti non possono essere sottoposti al contratto degli enti locali”.

25 gennaio 2011
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