Varese

Convention rottamatori, sempre più spaccato il Pd

Convention dei rottamatori del Pd

Un’assemblea di rottamatori Pd che ha visto circa 150 partecipanti un sabato pomeriggio come quello di oggi, non è cosa da poco. Al teatrino Santuccio di Varese si è svolta l’iniziativa “Prossima fermata Varese”, un ciclo di iniziative organizzate sul territorio dopo la convention nazionale dei rottamatori del Pd con Matteo Renzi e Pippo Civati che si è svolta a Firenze nello scorso novembre. Un punto di partenza ricordato anche al Santuccio con un breve video.

Un’assemblea molto sui generis, quella che si è tenuta a Varese, con uno stile diverso dalle riunioni di partito, dove ognuno può intervenire solo per cinque minuti, senza eccezione, dove i brevi interventi sono intervallati da video con Roberto Benigni e con Corrado Guzzanti, con chi deve intervenire che siede sulla panchina sotto il palco per ricordare una generazione che aspetta, un’Italia che attende il cambiamento. Così si apre la convention, che vede intervenire militanti del Pd ed autorevoli esponenti di altri partiti, da Sel all’Italia dei Valori, oltre a dirigenti di associazioni collocate a sinistra, da Legambiente alla Cgil, fino all’Arci.

Tra i diversi interventi del pomeriggio, non mancano riflessioni appassionate sulla cultura come quello di Serena Nardi, ma intervengono anche politici “di lungo corso” come il Pd Giuseppe Adamoli, che dice alcune coser sagge: sostiene che è inutile, a proposito del candidato sindaco, cercare “un novello De Gasperi, un novello La Pira”. Adamoli si spinge oltre e tratteggia un identikit del primo cittadino: ”qualcuno che sia in grado di farsi recepire dai cittadini, che abbia empatia con la città”. Ma soprattutto “sappia esprimere un elemento di rinnovamento della classe politica”. Una riflessione che a qualcuno evoca una figura come quella di Alessandro Alfieri, consigliere regionale del Pd, o Luisa Oprandi, consigliere provinciale del Pd.

Angelo Zappoli, consigliere comunale del gruppo “La Sinistra”, addirittura si misura con la formazione di una contro-giunta Fontana: “dato che immagino che le primarie non si faranno, ho pensato a formare una giunta”: Rocco Cordì sindaco, Giuseppe Adamoli macchina comunale, Luisa Oprandi Servizi sociali, Francesco Maresca Ambiente, Alessandro Milani Economia comunale, un ambientalista all’Urbanistica, e alla Cultura uno che conosca anche le altre culture. Zappoli chiude il suo intervento rimarcando “prima di tutto sono di sinistra”.

Un’assemblea che, ad ascoltare gli interventi, riapre per il Pd a Varese un problema grosso come una casa: evidente la forte spaccatura tra le posizioni espresse dalla segreteria cittadina, più incline a guardare all’area moderata per sottrarre voti a Pdl e Lega, e quelle uscite dalla convention di oggi, molto più spostate a sinistra, con partiti come Sel e Italia dei Valori come interlocutori privilegiati. Un dilemma che il Pd di Varese deve sciogliere al più presto.

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22 gennaio 2011
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6 commenti a “Convention rottamatori, sempre più spaccato il Pd

  1. emanuele il 23 gennaio 2011, ore 04:20

    articolo ridicolo.

  2. sempronio il 23 gennaio 2011, ore 11:41

    ”qualcuno che sia in grado di farsi recepire dai cittadini, che abbia empatia con la città”.
    bene, siamo al punto di partenza.

  3. Francesco Calò il 23 gennaio 2011, ore 12:21

    Il giornalista probabilmente era assente. Probabilmente non ha sentito le “regole di ingaggio” dove non si può parlare male del PD e del Centro Sinistra e nessuno a parlato male dei leader e di quello che ha fatto il PD.
    Infine l’ultima riflessione sulla posizione di prossima fermata italia. Non siamo per una o altra posizione siamo per le primarie… Quindi non capisco le diverse posizioni espresse dal giornalista.

  4. potenziale ex elettore il 23 gennaio 2011, ore 17:20

    Premesso che non ho potuto essere presente, vedo con dispiacere che, a fronte della descrizione presumo corretta di contenuti, il titolo enfatizza con un termine sgradevole – “spaccato” – quello che invece potrebbe essere considerato un intenso dialogo interno a un partito democratico (non solo nel nome: niente di simile accade, a quanto pare, nei partiti padronali) E allora perché non titolare: “sempre più dialogo interno nel PD”?

  5. S.ara il 24 gennaio 2011, ore 11:56

    Io c’ero, il giornalista evidentemente NO, e ha dei seri problemi con l’ABC del suo lavoro, uno tra tutti: raccontare ciò che si è visto e sentito senza manipolare o inventarsi cose mai dette da nessuno.
    Ci sono tanti campi incolti ,nella provincia di Varese, è in atto una rivoluzione agricola… caro articolista, venga a zappare con noi, forse è meglio!

  6. LORENA il 22 febbraio 2011, ore 16:59

    Chissà perchè è sempre colpa dei giornalisti che capiscono male.

    Un mea culpa a sinistra mai?

    Siete un partito allo sbando.

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