L’allarme della grecista Cantarella: torna la vendetta

La platea del Vela con i ragazzi del Cairoli

Una lunghissima fila di studenti lungo via Sanvito Silvestro questa mattina. Erano gli studenti che, dal Liceo Classico Cairoli, si stavano dirigendo al Cinema Teatro Vela. Obiettivo: la “lectio magistralis” di Eva Cantarella, una delle più autorevoli esperte dell’antica Grecia, docente di Diritto greco antico presso l’Università Statale di Milano, invitata dal liceo varesino per parlare della nascita del diritto e della responsabilità del’uomo. Come sottolinea la preside Daniela Tam Baj, “un’iniziativa che rientra nel progetto, “Dal nomos ai Diritti dell’Uomo”, coordinato dalle professoresse Todisco, Bianco, Ponzellini, Tanco. Un percorso interdisciplinare di approfondimento, sviluppato in una classe III del Liceo, impegnata nella lettura dell’Antigone di Sofocle. Ma considerata l’autorevolezza della relatrice, abbiamo pensato di estendere l’invito a tutte le seconde e le terze del liceo”.

Cinquecento ragazzi hanno così assistito, questa mattina, ad una ricca riflessione sul mondo greco da parte di Eva Cantarella, che ha esordito con un piccolo “lessico famigliare”, essendo lei figlia del grecista Raffaele Cantarella. “Da bambina, mia madre si occupava di tutta la gestione della casa, tranne una cosa: a fare addormentare me e mia sorella ci pensava mio padre, che ci raccontava le storie di Omero. Per anni mi sono addormentata con i racconti di Ulisse”. Una conoscenza intima del mondo greco abbinata alla scelta di studiare diritto.

Come ha spiegato la grecista, firma di punta del “Corriere della sera”, il diritto non esiste da sempre. Prima della sua nascita, la vita dell’uomo era dominata dalla vendetta. Ma prima del diritto, si forma nel mondo greco la responsabilità morale. “L’uomo omerico – ha ricordato la Cantarella – inizia a pensare di essere libero, di essere capace di autodeterminarsi”. L’uomo greco, dunque, diventa consapevole che può agire in un modo o in un altro. Conseguenza di tale consapevolezza, è la nascita del diritto, che la studiosa ha definito “regole per contenere la vendetta”.

Un’interessante riflessione, che si perde nella notte dei tempi, ma che in realtà presenta interessanti analogie con il mondo odierno. Dice la Cantarella: “Mi sembra che stia aleggiando intorno a noi un ritorno della vendetta, il rischio di una giustizia rivendicativa”. Un rischio capace di cancellare in pochi anni il cammino di secoli di storia della civiltà umana.

17 gennaio 2011
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