Lettere

Busto batte Varese. Parliamone

Di fronte al “sorpasso” di Busto su Varese, il Sindaco del capoluogo risponde con la logora logica dell’autosufficienza e un’alzata di spalle: cosa volete che contino 100 abitanti in più o in meno! Meglio pochi, ma buoni! Altri, invece, rispolverano toni da vecchie dispute campanilistiche discettando sulla presunta “superiorità” dei varesini rispetto ai bustocchi. In questa competizione parolaia il Sindaco di Varese e il vicesindaco di Busto

entrambi leghisti, esibiscono una spiegazione strabiliante: il primo afferma che “con meno abitanti si vive meglio”, per il secondo invece vale l’opposto: “gli abitanti crescono perché si vive meglio”. Una ulteriore conferma che i leghisti possono dire tutto e il contrario di tutto, a seconda dei luoghi (e delle circostanze).

Se proprio si vuole discutere di qualità della vita nelle due città i dati anagrafici servono a ben poco. Gli abitanti, infatti, possono aumentare o diminuire anche a prescindere. Se Varese in poco meno di un decennio ha perso più del 10% dei suoi abitanti bisognerebbe interrogarsi sulle cause che hanno alimentato la fuga dalla Città e, principalmente, sulle caratteristiche dello sviluppo urbanistico.

Nell’ultimo decennio, infatti, il capoluogo ha subito un intenso processo di “terziarizzazione” che ha occupato spazi crescenti e favorito la crescita esponenziale dei prezzi degli alloggi e dei canoni di affitto. Per migliaia di famiglie l’unica alternativa possibile è stata quella di cercare una soluzione nei comuni limitrofi. Per quanti di loro hanno conservato in città il posto di lavoro si è poi aggiunto anche il disagio della pendolarità e, per tutti, le conseguenze di un traffico reso ancora più caotico e inquinante. La perdita di abitanti è conseguenza anche delle trasformazioni economiche e del drastico ridimensionamento subito dalle attività produttive che spingono a ricercare lavoro laddove lo si può trovare. Ma di tutto questo meglio non parlare.

La novità del “sorpasso” ci offre anche un’altra considerazione. La perdita di abitanti del capoluogo è “contenuta” grazie all’incremento di cittadini immigrati.

Varese conta oggi 9.110 immigrati (11,2% della popolazione); Busto si ferma a 6.445 (7,9% della colazione). Si potrebbe ironizzare sul peso assunto dagli stranieri nella città “simbolo” della Lega, ma è un argomento troppo serio per scherzare. Qualcuno invece dovrebbe cominciare a interrogarsi sui danni prodotti da una politica miope che, non sapendo fare i conti con le dinamiche sociali e la complessità dei problemi, si è limitata a cavalcare diffidenze e paure. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e i problemi della Città restano ancora più acuti di prima.

Rocco Cordì

15 gennaio 2011
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