Economia

Lavoro in crisi a Varese: Cig a quota 50 milioni di ore

A giudicare delle ore di cassa integrazione autorizzate nel 2010, la coda lunga della crisi economica sembra colpire meno la nostra provincia rispetto a quanto non avvenga in altre parti del territorio italiano e lombardo. Se  a livello nazionale e anche regionale lo scorso anno ha registrato un nuovo record negativo, con la cassa integrazione ancor più alta rispetto al già preoccupante 2009 (+31,7% Italia e +16,1% Lombardia), Varese invece ha segnato una seppur timida diminuzione del -4,8%.  Negli ultimi dodici mesi il totale delle ore di cassa integrazione autorizzate nella nostra provincia è stato pari a 50,7 milioni.
 
Questo è l’effetto della riduzione della richiesta della cassa integrazione ordinaria, utilizzata nei casi di crisi temporanea, che quasi si dimezza rispetto al 2009, passando dai 39milioni ai 20milioni di ore circa. Rimanendo comunque ben lontana dai livelli pre-crisi: 4milioni nel 2007 e 8milioni nel 2008.

In aumento, al contrario, le richieste di cassa integrazione straordinaria, il cui ricorso è previsto per le imprese in crisi conclamata, che passano dagli 8milioni agli oltre 20milioni (+158%). Dati da non sottovalutare, dunque, specie se affiancati a quelli dell’istituto della cassa in deroga che risulta anche’essa in crescita dai 6,6milioni agli oltre 10milioni nel 2010 (+51,2%).     

Si può quindi ipotizzare che le aziende entrate in crisi nel 2009 abbiano utilizzato dapprima la cassa integrazione ordinaria, con un picco nel terzo trimestre, e che successivamente, non riuscendo a superare le difficoltà, abbiano fatto ricorso alla cassa straordinaria, a quella in deroga e in alcuni casi anche alla mobilità.

Qualche nota positiva può comunque essere ravvisata nel fatto che le richieste di cassa in deroga sempre più spesso provengono dalle stesse aziende che reiterano la domanda. Si evidenziano insomma, da una parte la fatica cronica di alcune realtà produttive nel superare definitivamente la crisi e, dall’altra, il positivo non allargamento della platea delle imprese in difficoltà. Questi dati – pubblicati sul portale statistico della Camera di Commercio (www.osserva.va.it) – suggeriscono che le imprese con difficoltà strutturali faticano a superare la crisi e alimentano un aggregato di lavoratori in cassa integrazione da molti mesi la cui situazione, già problematica per il taglio di stipendio, potrebbe peggiorare arrivando alla disoccupazione.
 
Un’altra nota parzialmente positiva è data dal fatto che le imprese varesine richiedono più ore di cassa integrazione di quelle che effettivamente poi hanno necessità di utilizzare. Degli oltre 53milioni di ore richieste nel 2009, le imprese della provincia ne hanno utilizzate poco più di 17milioni: il “tiraggio”,  termine con cui viene definito il rapporto tra ore utilizzate e ore richieste, è del 32%, inferiore al dato italiano del 65%. Tale dato sembra suggerire che gli imprenditori varesini mantengano un atteggiamento più lungimirante nei confronti della crisi, richiedendo più ore a scopo prudenziale.
 
Dal punto di vista settoriale, nel confronto 2009-2010, mostrano una sensibile riduzione di ore totali autorizzate la Chimica-Gomma-Plastica, i Trasporti-Comunicazioni e il Tessile. Stabile, rispetto al 2009, il settore della Meccanica mentre risultano in peggioramento l’Abbigliamento, la Carta-Editoria e il Commercio. Il primato delle ore richieste spetta alla Meccanica con il 40% del totale di quelle autorizzate in provincia, seguita dal Tessile-Abbigliamento con il 18% e dalla Chimica-Gomma-Plastica con il 12,6%.
 
Infine, nel confronto regionale, Varese si colloca al terzo posto per ore autorizzate dopo Milano e Brescia.

14 gennaio 2011
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