Varese

Riapertura risorgimentale per i “Venerdì di Bruno Belli”

Al centro Luigi Barion

Sono ormai diventati appuntamenti entrati nella tradizione del dibattito culturale a Varese. Parliamo dei “Venerdì di Bruno Belli”, che il giornalista, scrittore e fine musicologo propone ormai da anni presso il centralissimo Caffè Zamberletti, ogni venerdì alle ore 17.30. Momenti di approfondimento che riprendono domani 14 gennaio in maniera non casuale, anzi, a dirla tutta, maliziosamente polemica. Del resto, è risaputo che un po’ di sana polermica è il sale del dibattito cultrurale.

Domani pomeriggio alle ore 17.30, è in programma l’intervento del giornalista Luigi Barion, che presenterà al pubblico l’associazione “Varese per l’Italia – XVI maggio 1859″, da lui presieduta, una realtà che sta cercando di smuovere le acque in una Varese piuttosto assente sul fronte delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il titolo esatto dell’incontro è “Varese per l’Italia – XVI maggio 1859, un’associazione che unisce”. Al termine della conversazione di Barion, lo stesso Belli illustrerà il tema “Il Risorgimento italiano e la musica che unisce”.

Ricca di ospiti autorevoli e interessanti confronti la stagione dei “Venerdì” relativa a gennaio e febbraio, che domani si apre in maniera giustamente tricolore. Per fare qualche esempio, il 28 gennaio si parlerà del centenario dell’asilo “Macchi-Zonda” di Bobbiate, mentre il 4 febbraio Belli intratterrà il pubblico sul rapporto tra Mazzini e Wagner. Giornalisti autorevoli ospiti di Belli l’11 febbraio, e cioè Giancarlo Angeleri, direttore  del quotidiano varesino “La Prealpina”, e Matteo Inzaghi, direttore di Rete 55,  impegnati a riflettere su “Come vivere il Risorgimento oggi”.  Il 18 febbraio sarà poi la volta del nostro quotidiano on line “Varesereport”, impegnato a ragionare sullo scabrosissimo tema della cultura a Varese.

13 gennaio 2011
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2 commenti a “Riapertura risorgimentale per i “Venerdì di Bruno Belli”

  1. ROBERTO GERVASINI il 14 gennaio 2011, ore 22:36

    La sala del caffè Zamberletti era affollata. Guido Belli ha fatto un intervento molto articolato abbracciando letteratura e storia con la musica dell’ottocento nel decennio cruciale tra il 1847 e il 1859. Belli è seguito con molta attenzione nell’assoluto silenzio.
    Breve accento a Bellini e Donizetti, poi Mercadante fino al Verdi degli esordi.
    Dotta disquisizione di Belli sul Nabucco e sul ” va pensiero” . Si è d’accordo sul fatto che un pianto, perchè di un pianto si tratta, triste e nostalgico, non puo’ essere un inno per nessuno. Poi Mameli e l’inno degli italiani è stato al centro della relazione, con Verdi sempre centrale e le sue frequentazioni milanesi nella casa della contessa
    Maffei. E’ ora di parlare di donne. Del Risorgimento, non del Bunga Bunga o del Bongo bongo. Un “Grazie”, ma anche 100. a Belli. Ripeteremo in ottobre.

  2. Bruno Belli il 15 gennaio 2011, ore 18:23

    Ringrazio personalmente il sig. Gervasini. Annoto solo che il mio nome è Bruno Belli. Evidentemente, Lei ha commesso un lapsus che mi fa anche piacere, gaicchè Guido Belli fu uno degli storici direttori della Biblioteca Civica di Varese.

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