Varese

Varese, i sogni dei discepoli dell’archistar. In mostra

Il sindaco Fontana e Mario Botta a Villa Baragiola

La Varese del futuro, idee, prospettive, progetti “sfornati” dagli studenti dell’ultimo anno dell’Accademia di architettura di Mendrisio. Una città giardino studiata passo passo, conoscendola nelle sue vie e nelle sue piazze, individuando i suoi punti di forza e i suoi lati critici. Così gli allievi dell’accademia fondata da un’archistar come il ticinese Mario Botta hanno dato vita a 110 pr0getti riguardanti sette aree cittadine, progetti che sono stati mostrati nei classici plastici degli architetti.

Ora quei progetti si possono conoscere da vicino grazie ad un’ampia mostra, che ha sede nella Stecca di Villa Baragiola, realizzata dalla stessa Accademia ticinese in collaborazione con il Comune di Varese. Taglio del nastro per domani giovedì  13 gennaio, alle ore 18 (chiuderà domenica 20 febbraio). Tanti progetti che sono proposti con la freschezza e la creatività di giovani neo-laureati, come lo stesso Botta ha sottolineato. “Abbiamo scelto Varese per studiare e progettare. E abbiamo scoperto luoghi di grande interesse, come la zona delle Stazioni”. Ma quale sarà il destino di questi progetti: offriranno spunti agli amministratori oppure saranno chiusi nel cassetto? “Noi abbiamo formulato ipotesi di lavoro. Starà poi agli amministratori decidere cosa utilizzare di questi progetti. Anche perchè la forza della vita supera sempre la forza degli architetti”. Complimenti di Botta per l’eccellente ristrutturazione della Stecca di Villa Baragiola.

Anche per il sindaco Fontana si tratta di uno sforzo apprezzabile, quello fatto dagli studenti di Mendrisio. “Si tratta di suggerimenti importanti – dice il sindaco – che possono essere presi in considerazione quando si tratterà di progettare la città in maniera meno caotica di quanto sia avvenuto in passato”. A fare un po’ la parte del leone sono certamente i progetti relativi a due zone, che sono tuttora al centro di scontri e polemiche: la zona delle stazioni e piazza Repubblica. Il progetto su quest’ultima, assicura il primo cittadino, sarà certamente il primo a partire. “Il progetto che consente di adottare il Project financing già c’è. Ora è sotto esame da parte di una struttura legata a Palazzo Chigi. Naturalmente bandita la gara, verificheremo se altri progetti sono più o meno interessanti”.

Tanti progetti, dunque, che potrebbero offrire spunti a chi disegnerà la Varese del futuro. Ma potrebbero anche restare lettera morta, un puro esercizio accademico, senza alcun effetto sulla realtà. Sarebbe però un peccato, perchè i suggerimenti degli allievi di Botta possono offrire una boccata d’ossigeno ad una città ferma da anni, in cui si continua a parlare di progetti, ma di concreto, almeno finora, si è visto davvero poco.

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12 gennaio 2011
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