Varese

Fontana: “contro il Risorgimento? No, odio la retorica”

Attilio Fontana, sindaco di Varese

Getta acqua sul fuoco delle polemiche risorgimentali, il sindaco di Varese. Celebrazioni sì, celebrazioni no, manifestazioni sì, manifestazioni no. “Sono polemiche di basso profilo sollevate ad ogni costo da voi giornalisti. E mi stupisco che chi dovrebbe considerare questi come i valori più alti, finisca spesso per farne un uso strumentale ”, dichiara Fontana all’uscita dalla prima riunione di giunta post-natalizia.

Allora anche a Varese qualche iniziativa sarà realizzata per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia?

“Senza dubbio sì, non c’è alcun problema per organizzare iniziative che ricordino questa ricorrenza. Però non voglio pensare a cortei di camicie rosse o di gonfaloni tricolori. Iniziative che susciterebbero un certo disappunto in una parte della popolazione”.

Ma in fin dei conti si tratta di manifestazioni che riguardano l’Italia, noi italiani. Non crede?

“Ma il problema è proprio questo: se si fa riferimento ad un’identità italiana, questa non può che poggiare su una visione rigorosa e critica del nostro passato. Non è possibile affrontare il Risorgimento come un evento privo di sfumature, senza ombre, con personaggi tutti da mettere sull’altare”.

Ad esempio? A chi si riferisce?

“Allo stesso Garibaldi. Che scappò in Sud America per sfuggire ad un arresto. Non si tratta certamente di un personaggio dalla biografia edificante, ne ha fatta una più del diavolo. Su queste cose occorre esprimere giudizi più pacati. Se questa è la premessa, sono disponibilissimo a discutere di iniziative da organizzare”.

Non si dichiara, dunque, da esponente di vertice del Carroccio, irriducibile avversario dell’Unità d’Italia? Nessuna pregiudiziale?

“Già l’avere pregiudizi, non è un atteggiamento intelligente. Non sono nemico irriducibile del Risorgimento, ma della retorica. Del resto, sul Risorgomento dovremmo adottare lo stesso approccio che un uomo di sinistra si è mostrato capace di utilizzare per primo nei confronti della Resistenza: mi riferisco ai libri dello storico e giornalista Giampaolo Pansa. E proprio agli storici ho intenzione di chiedere una mano”.

Si è parlato di un comitato che promuova iniziative sui 150 anni dell’Unità d’Italia: ma da chi sarà composto?

“Sì, pensiamo ad un comitato che possa aiutarci ad organizzare iniziative, magari un convegno, magari una mostra dedicata alle opere d’arte che sono state esposte nella recente mostra alle Scuderie del Quirinale. Per un comitato di questo genere, oltre alla presenza mia e del vicesindaco De Wolf,  sto pensando ad alcuni studiosi di vario orientamento e di grande spessore culturale come il professor Giuseppe Armocida, il professor Robertino Ghiringhelli, il professor Mario Speroni”.

11 gennaio 2011
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