Canton Ticino

Il Sol Levante della tradizione in mostra a Lugano

Una delle fotografie in mostra

Nei bei giardini pubblici di Lugano, nelle sale della signorile Villa Ciani, è ancora possibile visitare fino al 27 febbraio, “Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone 1860-1910″, excursus tra circa 200 immagini scattate dai maggiori fotografi della seconda metà dell’Ottocento, in prevalenza stampe all’albumina, acquerellate a mano. Una finestra sull’Estremo Oriente che rientra nell’interessante quadro di “Nippon”, quattro mostre in spazi culturali promossi dalla Città di Lugano. Già abbiamo dato conto dell’esposizione relativa ad Araki, soffermandoci sulle sue luci e le sue ombre.

Questa volta, al curatore della mostra, Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, non si può rimproverare nulla: la sua selezione del materiale fotografico (e non solo) risponde ad un disegno espositivo classico, coerente, capace di attirare il visitatore in un Giappone ancora legato a tradizioni millenarie, ancora lontano dal salto nella modernità. Volti e corpi di donne, paesaggi raffinati e malinconici, città gremite di lavoratori operosi. Alle immagini vanno aggiunti capi di vestiario, suppellettili, maschere (stupenda la sala dedicate ad esse, elemento essenziale di riti e di cerimonie).

Un mondo lontano, che le foto ci ripropongono in una cornice fatta di melodie e di profumi, che esalano da giare di raffinata fattura artistica. Una cornice che si apre, all’ingresso della mostra, con la ricostruzione, nei suoi elementi essenziali, di uno studio fotografico di fine Ottocento. E che vede, lungo il percorso espositivo, bellissimi versi che svelano il cuore profondo dell’Oriente e che ci ricordano, come si legge in una sala, che “effimera è la vita/ come la rugiada”.

2 gennaio 2011
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