Varese

Nel 2011 si celebra il 150° dell’Unità. Ma non a Varese

La statua dedicata ai Cacciatori delle Alpi a Varese

Mancano poche ore all’inizio del nuovo anno, che in tutta Italia sarà l’anno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Ma non a Varese. No, nella culla della Lega sembra che non ci sia alcun anniversario da celebrare. Nessuna iniziativa è stata finora messa in cantiere da Palazzo Estense in vista dell’anno delle celebrazioni. Nessun provvedimento di una giunta che, peraltro, non è composta solo di assessori leghisti, sulle cui ricostruzioni storiche c’è da mettersi le mani nei capelli, e che non hanno mai mancato di esprimere il loro imbarazzo e disappunto per questa ricorrenza, ma la giunta è composta anche da assessori Pdl e Udc. Un silenzio assordante, il loro, una scelta che lascia sconcertati, la loro.

Per fortuna, però, a Varese non c’è solo quel Palazzo che dimentica il sacrificio di tanti patrioti varesini e del Nord che hanno combattuto per l’unità del Paese (provate a farvi un giro a Palazzo Estense e guardatevi le lapidi), senza differenze tra Nord e Sud, con la passione di una causa che significava innanzitutto cacciare gli occupanti. A Varese c’è anche una società civile che ricorda e si mobilita per fare memoria di quei fatti lontani, ma ancora importantissimi. C’è il Comitato dei garibaldini, capeggiato dal giornalista Luigi Barion, che si impegna perchè venga riaperta la sezione dei Civici Musei di Varese dedicata al Risorgimento. Ci sono le interessanti “Note risorgimentali”, che cura con competenza e passione Bruno Belli, musicologo e attento osservatore della cultura varesina (le Note sono pubblicate sul sito di “Movimento Libero”).

Poi ci sono studiosi di valore, impegnati nell’organizzare iniziative, da Enzo La Forgia, dell’Istitituto Luigi Ambrosoli, a Robertino Ghringhelli, docente all’Università Cattolica di Milano. Tanto ci sarebbe da dire sul Risorgimento visto da Varese. E se qualcuno, in questi giorni, passasse dalla capitale, può fare un salto, fino al 16 gennaio, alle Scuderie del Quirinale dove la mostra “1861. I pittori del Risorgimento”, dove avrà una sorpresa. Nel percorso della mostra (davvero anti-retorica) c’è uno spazio tutto dedicato a Varese: faccia a faccia, il visitatore troverà “Il passaggio del Ticino a Sesto Calende dei Cacciatori delle Alpi il 23 maggio” di Eleuterio Pagliano, opera prestata dai Civici Musei di Varese, e un bellissimo olio di Federico Faruffini che rappresenta “La battaglia di Varese”. Un drappo tricolore accompagna, come un’onda, il visitatore. E abbraccia anche quei momenti in cui Varese ha lasciato il segno.

31 dicembre 2010
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Un commento a “Nel 2011 si celebra il 150° dell’Unità. Ma non a Varese

  1. franco giannantoni il 2 gennaio 2011, ore 16:39

    Caro Direttore, come sempre il rigore e la puntualità del pensiero La accompagna nel segnalare i vuoti culturali e politici della mediocre classe dirigente locale. Disertare il Risorgimento nella città garibaldina per la sua gloriosa storia è un tragico errore (solo errore?) e nello stesso tempo la conferma della bassezza dei sentimenti e dei valori di uomini pubblici destinati, speriamo al più presto, nel dimenticatoio. Basta il gesto incancellabile, sprezzante e rozzo del Tricolore da gettare nel cesso di Umberto Bossi, incredibile ministro delle Riforme (sic) per sintetizzare il tutto. Siamo nel precipizio. Sarà molto difficile risollevarci. Cordialità, Franco Giannantoni.

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