Varese

Libri 2010. Titoli da salvare a Varese, pochi ma buoni

Pochi ma buoni? Non si faccia sviare, il lettore. E’ solo un titolo. Pochi i buoni libri, s’intende, ma tanti, tantissimi quelli mediocri o illeggibili usciti a Varese nell’anno che sta per terminare. Tanti i volumi realizzati dalle case editrici di casa nostra, anche se spesso è difficile pensare che abbiano avuto qualche lettore in più oltre allo stesso editore e i parenti stretti dell’autore. Un’editoria locale bulimica, ma un po’ alla buona, che il più delle volte  non produce volumi di grande qualità. Nessuna stroncatura però: sarebbe troppo onore. Invece, proponiamo un piccolo bilancio di alcune delle cose migliori uscite quest’anno. 

Partiamo da un volume pubblicato dalla piccola ma combattiva casa editrice Arterigere, che ci piace segnalare in questa stagione in cui spesso la nostra Costituzione e la stessa idea di democrazia si trovano al centro di una campagna di attacchi ripetuti e violenti. “Il pane bianco” è un libro scritto da una partigiana, Onorina Brambilla Sandra, ventunenne milanese, figlia di operai, che nelle file della Resistenza combattè con passione tedeschi e fascisti di Salò. Un volume che ha il ritmo di un romanzo, ma è capace di rifrescare la memoroa di tutti circa l’impegno che ha dato vita alla nostra Costituzione (come sempre ottima la prefazione dello storico e giornalista Franco Giannantoni).

Un altro volume da “salvare” è “Stazioni” di Giancarlo Pontiggia, pubblicato da uno storico marchio della cultura locale, la varesina Nuova Editrice Magenta, che sarà interessata, nel nuovo anno, da rilevanti cambiamenti. Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare una lettura del volumetto fatta dal bravo attore Giorgio Sciumè, presso un centro culturale milanese legato a CL: le stazioni del titolo sono quelle di una Via Crucis laica, dolorosa e sordida, dove degradazione e oblio della memoria sono i caratteri dominanti. Pontiggia ha saputo rileggere la ”povera gent” di Bertolazzi nel nuovo millennio, e ci è riuscito ripercorrendo le vie metropolitane già indagate da Testori.

Spesso la poesia è maltrattata, ridotta alla Cenerentola delle patrie lettere. Ma un volume pubblicato nel 2010 dalla piccola e innovativa casa editrice abrigliasciolta non può essere dimenticato: “Ellis Island” dell’italo-americano Bob Viscusi. Un’opera enciclopedica, grande epos dei nostri emigranti che avevano nel cuore “Lamerica” (come si chiamava il bel film di Amelio), sogno di riscatto e di vita migliore. Sono stati pubblicati i primi quattro libri (sono in tutto 52), insieme ad un filmato a cura di Luca Fantini che riproduce un reading dell’autore. Un’impresa coraggiosa, questo volume, tradotto dal poeta e pittore Sandro Sardella e un bellissimo scritto di Martino Marazzi.

Non possiamo dimenticare il settimo “Taccuino d’Arte” pubblicato dagli Amici di Piero Chiara, sopravvissuto a differenza della pubblicazione “Confini”, che quest’anno non è uscita. Il “Taccuino” quest’anno era intitolato “Il segno dell’anima nell’arte di Bodini“, a cura del critico d’arte Enrico Crispolti, con diversi interventi, tra i quali anche un breve scritto dello stesso Piero Chiara. Una pubblicazione ricca di immagini inedite, che ripercorre, a volo d’uccello, la densa parabola artistica e umana di Floriano Bodini. (Un consiglio agli Amici di Chiara: prendete il coraggio a piene mani e dedicate uno dei numeri di “Confini” ad un grande dimenticato della nostra terra, Giovanni Pirelli, grande personaggio).

Ancora. Un volume di cui poco si è parlato, ma che è una vera eccellenza in ambito editoriale: parliamo della “Guida alla Musica Sinfonica” curata da Ettore Napoli e con una presentazione del mitico Quirino Principe, prestigiosa guida realizzata dai fratelli Zecchini, una delle realtà editoriali più interessanti e di qualità del territorio varesino. Più di 500 pagine che costituiscono un vero tesoro di informazioni e di “dritte” sulla musica sinfonica, da Bach a Beethoven, da Mahler ai contemporanei. Una vera e propria guida all’ascolto delle pagine sinfoniche in tutta la storia della musica. 

Per le Edizioni Lativa, salviamo un volume recente: “Cuore e Regione. Quarant’anni di politica in Lombardia“, scritto da Giuseppe Adamoli, in collaborazione con il giornalista del quotidiano “La Prealpina” Federico Bianchessi. Una via di mezzo tra autobiografia e le vecchie, belle interviste dei volumetti Laterza. Dalle attese ideali alla realtà delle Regioni, da Tangentopoli al potere formigoniano, Adamoli ripercorre la sua esperienza di politico navigato e di uomo curioso dei cambiamenti.

Concludiamo la lista dei libri da salvare con un volume molto fotografico: “Meraviglie del territorio varesino“, un volume di grande formato firmato da Raffaella Ganna e da Mauro Luoni, appassionato fotografo e solerte addetto stampa dell’Unione industriali di Varese, e pubblicato dall’editore Pietro Macchione. Opera di impianto piuttosto tradizionale, porta però l’obiettivo del fotografo e le parole di chi scrive negli angoli meno scontati della nostra provincia, come edifici religiosi e civili spesso chiusi al pubblico. Un volume da sfogliare e da leggere pagina per pagina, senza fretta.

30 dicembre 2010
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Un commento a “Libri 2010. Titoli da salvare a Varese, pochi ma buoni

  1. franco giannantoni il 1 gennaio 2011, ore 10:55

    Caro Direttore, tanti sinceri, forti, auguri per l’anno che si annuncia terrribile ma che so affronterai (affronteremo) senza arretrare di un centimentro sul terreno dei valori assoluti. Grazie per la citazione positiva di “Pane Bianco”, la storia di questa coraggiosa, intrepida donna che dopo il supplizio alla Casa del Balilla di Monza, sede occasionale dal ’43 delle SS, finì nel lager di Bolzano-Gries anticamera di Auschwitz. Dopo 65 anni anche il Comune di Milano si è accorto di averla fra i suoi concittadni concendendole la medaglia dìoro di benemerenza. Un abbraccio, Franco Giannantoni

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