Gallarate

Il sindaco Mucci se ne va. Gallarate avanti con rimpasto

Da sinistra, Massimo Bossi, Nicola Mucci, Paolo Caravati

Da ieri pomeriggio Nicola Mucci non è più il primo cittadino di Gallarate. Da ieri pomeriggio, infatti, come spiega lui in una conferenza stampa convocata in un palazzo Borghi deserto, “ho formalizzato la procedura di decadenza”. Decadenza e non dimissioni. E’ sempre Mucci che spiega che, come aveva fatto prima di lui il sindaco Bassolino, in questo modo non decadono  giunta e consiglio comunale, oltre al fatto che non arriva il commissario prefettizio.

Si concludono così i dieci anni di guida di Gallarate da parte del sindaco berlusconiano. E tutto accade perchè, nell’ultima tornata di nomine della sanità lombarda varata al Pirellone, a Mucci è arrivata la nomina a direttore generale dell’Asl di Sondrio. Ma per avere detto sì al Pirellone, ora Gallarate si trova ad affrontare, piuttosto sconcertata, una crisi a quattro mesi dalla fine della legislatura. Sì, perchè la decadenza di Mucci comporta il fatto che si è dovuto procedere ad un rimpasto di giunta.

Paolo Caravati, vicesindaco e assessore alle Attività Produttive, Pdl ex An, lascia a sua volta lo scranno di vice e di assessore per occupare quella di presidente dell’azienda speciale 3SG, che gestisce la casa di riposo Camelot, al posto di Francesco Liccati, vicino all’area FLI: ruolo di vicesindaco e delega di Caravati vanno a Massimo Bossi, assessore all’Urbanistica Pdl ex Forza Italia. Ma a Bossi va anche la delega del dimissionario Luca Carabelli, assessore alla Pubblica Istruzione (“è venuto meno il rapporto fiduciario, e non c’entra la sua appartenenza al FLI”, dice Mucci). Bossi, nei quattro mesi restanti, farà le veci di sindaco, oltre che svolgere compiti da pluri-assessore.

E’ il super-assessore Bossi a spiegare cosa accadrà ora. “Continueremo a lavorare per chiudere le partire rimaste aperte, dal Pgt al bilancio previsionale. Dunque, non solo gestione ordinaria, ma lavoro a tutto campo fino alla fine naturale della legislatura”.

Prima di concludere la conferenza stampa, il sindaco decaduto Mucci si toglie qualche sassolino dalle scarpe. A partire dal segretario del Pd gallaratese, Giovanni Pignataro a cui raccomanda “un po’ di scuola di bon ton”. Resta il fatto che la sua resta “un’amministrazione del fare” e che lui se ne va con ben tre primati: “essere stato il sindaco più giovane, essere stato il sindaco che ha governato più a lungo, essere stato il siondaco che ha avuto il numero più alto di consensi”. Quanto alla competenza per gestire un’Asl, Mucci rimarca che “una gestione pluriennale di una città come Gallarate comporta una competenza manageriale”. Infine, i ringraziamenti: a Caianiello, ai collaboratori in Comune e, con un po’ di commozione, “alla mia famiglia, che mi è sempre stata vicina”.

30 dicembre 2010
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