Gemonio

Attentato alla Lega a Gemonio. Galli: “Non siamo intimiditi”

Esplosioni mandano in pezzi le vetrine della sezione della Lega Nord di Gemonio, un luogo che dista un centinaio di metri dalla casa del senatore Umberto Bossi, ledaer del Carroccio e ministro delle Riforme del governo Berlusconi.  Non è la prima volta che accade, e subito sul luogo si sono recate le Forze dell’ordine.

E’ stata trovata una scritta sul muro a sinistra dell’ingresso che diceva: “Antifa secondo atto”, una frase che è stata subito coperta con manifesti leghisti. Una frase simile a quella apparsa anche quando era stata gettata vernice sul portone della sede della Lega provinciale a Varese. Alla sede leghista di  Gemonio  si erano verificati anche attentati  nel febbraio 2007 e nel gennaio del 2009.

Tra le prime reazioni del vertice del Carroccio quella del presidente della Provincia di Varese, Dario Galli. «Innanzitutto vorrei esprimere solidarietà agli amici e militanti di Gemonio. L’episodio di questa notte ripercorre ancora una volta il medesimo copione: man mano che la Lega cresce in termini di consensi, suscita grande attenzione da parte dei media ed è l’ago della bilancia della politica nazionale si scatena la reazione di gruppi di persone che intendono il confronto politico solo attraverso la manifestazione della violenza.

“Questi esecrabili gesti – continua Galli – non ci intimidiscono di certo, ma semmai rafforzano la nostra convinzione di essere dalla parte del giusto. La Lega è infatti l’unico partito che ha le idee chiare su come risollevare le sorti del Paese e forse questo può infastidire i gruppi di potere. Sul territorio poi abbiamo dimostrato concretamente di essere il baluardo della democrazia contro la criminalità organizzata e questi gruppi violenti». 

 

 

Esplosioni mandano in pezzi le vetrine della sezione della Lega Nord di Gemonio, un luogo che dista un centinaio di metri dalla casa del senatore Umberto Bossi, ledaer del Carroccio e ministro delle Riforme del governo Berlusconi.  Non è la prima volta che accade, e subito sul luogo si sono recate le Forze dell’ordine.

E’ stata trovata una scritta sul muro a sinistra dell’ingresso che diceva: “Antifa secondo atto”, una frase che è stata subito coperta con manifesti leghisti. Una frase simile a quella apparsa anche quando era stata gettata vernice sul portone della sede della Lega provinciale a Varese. Alla sede leghista di  Gemonio  si erano verificati anche attentati  nel febbraio 2007 e nel gennaio del 2009.

Tra le prime reazioni del vertice del Carroccio quella del presidente della Provincia di Varese, Dario Galli. «Innanzitutto vorrei esprimere solidarietà agli amici e militanti di Gemonio. L’episodio di questa notte ripercorre ancora una volta il medesimo copione: man mano che la Lega cresce in termini di consensi, suscita grande attenzione da parte dei media ed è l’ago della bilancia della politica nazionale si scatena la reazione di gruppi di persone che intendono il confronto politico solo attraverso la manifestazione della violenza. Questi esecrabili gesti non ci intimidiscono di certo, ma semmai rafforzano la nostra convinzione di essere dalla parte del giusto. La Lega è infatti l’unico partito che ha le idee chiare su come risollevare le sorti del Paese e forse questo può infastidire i gruppi di potere. Sul territorio poi abbiamo dimostrato concretamente di essere il baluardo della democrazia contro la criminalità organizzata e questi gruppi violenti».

29 dicembre 2010
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