Varese

Grande Presepe Vivente, per la prima volta in basilica

L'Arcangelo Gabriele è sceso dall'alto, legato ad una fune

Pioggia e freddo non hanno impedito che si rinnovasse, ieri pomeriggio, la bella tradizione del Presepe Vivente di Varese, spettacolo corale e di popolo, promosso dalla Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, in colaborazione con il Comune di Varese. Purtroppo le cattive condizioni del tempo avevano sconsigliato gli organizzatori, fin dalla mattina, a dirottare in basilica la vera e propria rappresentazione, “tagliando” necessariamente tutta la parte del villaggio, nelle piazze adiacenti, che avrebbe visto protagonisti i 400 bambini e ragazzi dei gruppi scout AGGS Varese2. Così, in quattro e quattr’otto, tutto è stato allestito sotto le preziose volte di San Vittore, un vero evento, dato che nella sua lunga storia (già undici anni) il Presepe Vivente non era mai stato allestito in basilica. Lo è stato per la prima volta con questo “Madre, figlia del tuo figlio”, che si è confermato l’evento-clou del Natale di Varese.

Funi, gruppi elettrici, riflettori, casse acustiche, per una giornata la basilica è diventata un grande cantiere per realizzare la sacra rappresentazione tanto attesa a Varese. A dirigere i lavori, il regista Andrea Chiodi, vero “deus ex machina” di questa manifestazione. Continuava (fuori) a cadere la pioggia scrosciante, ma in basilica sorgeva passo dopo passo la casetta-simbolo della Natività.

Ad un’ora dall’inizio, i volontari Avsi prendevano il controllo della situazione e iniziavano a filatrare l’ingresso del pubblico che, in pochi minuti, riempiva ogni spazio della basilica. Così che tutto iniziava alle 17, come previsto.

Protagonista sull’altare della sacra arappresentazione, l’attore Angelo Zilio, che impersonava una madonnaro consapevole del valore religioso dell’immagine che, nel corso dello spettacolo, veniva realizzato con lo stile dell’affresco. Prima di iniziare il suo lavoro, si raccoglieva in preghiera davanti ad una statua della Vergine (una statua che abbiamo riconosciuto provenire dal Notre Dame de Paris, bellissimo spettacolo messo in scena dall’Anaconda di Varese nel 2000), circondato da altri bambini, che si aggiungevano di continuo, facendo anche spazientire il bravo pittore.

A lui il compito di raccontare la storia di Maria, mentre la basilica veniva invasa da centinaia di ragazzi vestiti da pastori, a simboleggiare il popolo mariano. A questo punto iniziava la storia di Maria, impersonata dalla giovane e brava Lucina Scarpolini, assai popolare tra i più giovani come una delle Winx, le magiche fatine, nello spettacolo teatrale. Una storia raccontata a partire dall’Annunciazione, con un Arcangelo Gabriele di grande effetto sceso dall’alto, che ha proposto belle e spericolate coreografie. Poi l’incontro con Elisabetta, impersonata dalla sempre ineccepibile Luisa Oneto, e, infine, la vera e propria Natività, proposta in un’iconologia molto tradizionale: la casetta, dal cui comignolo usciva un filo di fumo, si è aperta e Maria, Giuseppe e il Gesù Bambino sono apparsi al pubblico, peraltro molto coperti, in ragione della bassa temperatura in basilica. A titolo di cronaca, il Bambino Gesù era Edoardo Chiodi, il figlio del regista. 

Grandi applausi da parte del pubblico e alcune parole rivolte ai presenti da parte del vicario episcopale monsignor Luigi Stucchi e dal prevosto di Varese, monsignor Gilberto Donnini. Quest’ultimo ha ricordato che, in realtà, non era la prima volta che il Presepe Vivente veniva rappresentato al chiuso: era già accaduto nella prima edizione, ma tutto era stato organizzato nella piccola chiesa di Sant’Antonio alla Motta. Monsignor Donnini ha dato lettura anche di un telegramma di congratulazioni a firma del segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone.

Nella piazza i volontari dell’Avsi, sostenuti da un gruppo di fiati, raccoglievano le offerte per finanziare diversi progetti nei Paesi poveri del Sud del mondo.

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24 dicembre 2010
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