Varese

Galli: nessuna bandiera bianca, no ai minareti

Il leghista Dario GalliContinuano gli interventi sul caso di Cardano al Campo, dove parte dei genitori si sta scontrando con il  consiglio d’istituto, dopo la scelta fatta da quest’ultimo, insieme  alla dirigente scolastica, di rinunciare alla benedizione natalizia nelle aule da parte del parroco di Cardano don Bruno Perego e degli altri sacerdoti. Questo in segno di rispetto per quei bambini non di fede cristiana che frequentano la scuola.  La soluzione sarebbe quella di benedire i bambini in strada, davanti alla scuola, oggi martedì 21 dicembre. Intanto i genitori stanno raccogliendo le firme per contestare la scelta.

Sulla questione interviene il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, che ha inviato una lettera sul caso di Cardano al Campo:

Egregio Direttore

dopo qualche giorno di opportuna riflessione, mi permetto di farLe perdere qualche minuto per condividere alcuni spunti in merito a quanto accaduto nella scuola di Cardano al Campo.

Il fatto ha destato in me grande sorpresa e profondo rammarico. Credo anche però, ed è per questo motivo che Le scrivo, che non dobbiamo restare inerti e continuare a guardare in silenzio allo sgretolamento della nostra storia e della nostra cultura sociale e religiosa.

Esattamente un anno fa ci fu la sentenza della Corte Europea sull’abolizione del Crocifisso in classe, quest’anno è la decisione di un Consiglio d’Istituto (quindi una minoranza rispetto alla maggioranza dei genitori di quella scuola che mai gli sarebbe passato per la testa di vietare la benedizione natalizia all’interno dell’edificio) a cancellare un pezzo della nostra storia culturale e religiosa.

Trovo infatti assurdo che nelle nostre terre e nelle nostre scuole, un sacerdote sia costretto a dare la benedizione natalizia in condizioni di semiclandestinità, come se fossimo nei Paesi mussulmani.

Qualche benpensante potrebbe giustificare la decisione rifugiandosi nella debole tesi del rispetto delle minoranze religiose. Bene, ma le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra religione dove le mettiamo? Dobbiamo forse dimenticarle, bistrattarle in nome di un’uguaglianza e di un rispetto che sicuramente non troveremmo nelle terre in cui sorgono i minareti?

Lo stesso filosofo Umberto Galimberti sostiene che in Occidente tutto è cristiano, non solo le radici, ma soprattutto che tutti noi siamo cristiani, anche gli atei. Tesi queste che la Lega ha sempre sostenuto con convinzione, anche davanti allo scherno di alcuni schieramenti politici e intellettuali del nostro Paese.

Il crocifisso in aula o la benedizione nei corridoi di una scuola non sono perciò un’imposizione per nessuno, ma semplicemente la sottolineatura che la nostra cultura europea, anche nella sua accezione più profondamente laica, è permeata dai valori, non solo religiosi, ma soprattutto umani e sociali del cristianesimo. Sono infatti convinto che anche il più accanito laico, ateo europeo, nei suoi comportamenti quotidiani è spontaneamente cristiano, al di là di quello che lui per primo possa credere.

Accettare di traslocare la benedizione natalizia dai corridoi al cortile di una scuola non significa rispettare chi ha altre convinzioni religiose, ma semplicemente mortificare le nostre tradizioni, alzare bandiera bianca sui nostri valori e spalancare le porte a chiunque li voglia cambiare.

Colgo l’occasione per porgere a Lei e a tutti i cittadini della provincia di Varese un sincero augurio di Buon Natale

Dario Galli

Presidente della Provincia di Varese

21 dicembre 2010
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