Varese

Aspem Reti, commissione unanime salva Calemme

Piscina alla Schiranna

Terza puntata della Commissione consigliare Affari generali sul caso-Aspem Reti. Dopo avere ricostruito la vicenda della piscina, che ha portato la società del Comune, guidata da Ciro Calemme, ad accumulare perdite per mezzo milione di euro, questa sera dovevano arrivare le conclusioni della commissione. E invece no: la commissione presieduta dal Pd Emiliano Cacioppo non è arrivata neppure a votare una qualsivoglia conclusione. Perchè? Per l’unanimità ed evitare una spaccatura. Argomento assolutamente irrilevante, considerato che la commissione doveva pronunciare un giudizio politico e non una sentenza. 

Fin dall’inizio si è capito che le posizioni in campo erano piuttosto distanti, nonostante il fatto che la narrazione della vicenda Aspem Reti non pareva lasciare ombra di dubbio su una gestione assolutamente inaccettabile, oltre che di controlli, da parte del socio unico (il Comune), non all’altezza della situazione. Eppure le dimissioni immediate del vertice della società Aspem Reti venivano chieste soltanto dallo stesso Cacioppo, e condivise, nel corso del dibattito, da Brugognone (Movimento Libero), da Angelo Zappoli (La Sinistra) e da Pitarresi (Comunisti Italiani).  Cacioppo aveva anche proposto di inviare tutta la documentazione alla Corte dei Conti. Posizioni giustamente severe, coerenti, senza ombre.

Dalla parte opposta la maggioranza, che blindava il vertice della società. In particolare, una difesa ad oltranza del vertice veniva avanzata da Lo Giudice (ex An, ora Pdl), Imperatore (Udc) e Toppeta (ex forzista, ora Pdl). Un muro compatto, a difesa di una società che – si è scoperto questa sera – essere già al centro di indagini da parte della stessa Amministrazione comunale, in particolare una valutazione patrimoniale da parte dell’assessorato al Patrimonio.

A questo punto, entra in gioco il Carroccio, che con il consigliere Moroni si smarca dalle posizioni incredibili di Pdl e Udc: Moroni parte dicendo che sarebbe normale che che si dimettessero gli amministratori della società, ma che la questione venga rimandata al sindaco perchè decida se la gestione sia stata corretta. Una richiesta legata al fatto che il Comune, tranne verifiche contabili o patrimoniali, non si è mai voluto impegnare in un giudizio che entrasse nel merito della gestione di Aspem Reti.  Una posizione distinta, quella leghista, dal resto della maggioranza, ma del tutto insufficiente di fronte alla vicenda Aspem Reti e alla sua gestione.

Eppure si è assistito ad una convergenza di tutti i consiglieri sulla proposta del Carroccio, senza eccezioni. Con Cacioppo che non ha neppure messo ai voti questa proposta forse perchè timoroso che i recalcitranti consiglieri Pdl e Udc non la votassero. Unanimità garantita della commissione su una proposta inadeguata, vertice di Aspem Reti salvo, e molti interrogativi sulla reale utilità di una commissione come questa.

16 dicembre 2010
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3 commenti a “Aspem Reti, commissione unanime salva Calemme

  1. Angelo Zappoli il 17 dicembre 2010, ore 13:46

    mi dispiace dover dissentire, ma il titolo suggerisce un qualcosa che non é accaduto e che forse l’estensore del pezzo non ha capito, come non ha capito il significato delle cose dette in commissione e delle conclusioni. analogamente non si é capito che compito aveva la commissione.
    bastava riferire non quanto si é capito, ma quanto é stato detto, per dare una
    informazione più precisa evitando di riportare anche alcune cose al contrario.
    se non si era capito, bastava chiedere.
    si è persa una occasione per fare una corretta informazione.
    se si riferisce quanto accade partendo dal pregiudizio di chi scrive, allora è altra cosa

  2. a.g. il 17 dicembre 2010, ore 13:59

    E’ sempre bello avere lezioni di giornalismo e sentirsi dire che non si è capito. E’ la solita storia….

  3. filippo il 17 dicembre 2010, ore 14:42

    Caro Zappoli,
    anziché catechizzare l’articolista perché non ci dà la sua versione dei fatti? Di solito è sentendo più campane che si capisce di più, o no? Altrimenti, come dice il direttore, la sua rimane una povera e semplice lezione di giornalismo. Leziosa e superficiale.
    Saluti.

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