Varese

Pd: per vincere, recuperare i delusi dal Carroccio

Da sinistra il segretario Molinari e il consigliere Cacioppo

In una lettera aperta ai cittadini di Varese, il Pd rompe il silenzio sulle prossime elezioni comunali. E lo fa direttamente il segretario cittadino del partito di Bersani a Varese, Roberto Molinari.

“Il PD vuole vincere le prossime elezioni amministrative di Varese. Noi siamo l’unica alternativa al sistema di potere che la Lega ha instaurato dal ‘93 nella nostra città. Lo siamo perché siamo una forza “popolare e nazionale”, perché abbiamo idee per la città, perché abbiamo le donne e gli uomini giusti per governare Varese e perché lo vogliamo fare senza arroganza avendo un obiettivo in testa: non lasciare indietro nessuno. Sconfiggere la Lega e i suoi alleati minori nella città vista come la culla del movimento leghista non è cosa facile. Ci vuole del metodo.

Noi non amiamo alzare la voce. Non urliamo e non gridiamo le nostre ragioni. Non lo facciamo perché siamo come i varesini. Operosi, modesti, avvezzi al duro lavoro in silenzio e al sacrificio senza mai lamentarsi. Noi non offendiamo gli avversari, non insultiamo chi non la pensa come noi, né denigriamo le idee diverse dalle nostre.

Noi siamo nella città, nei suoi pregi e nei suoi difetti. E’ per questo che sentiamo il disagio di chi, pur stando al governo cittadino con la Lega, si sente emarginato, frustrato e insignificante. E’ per questo che percepiamo la preoccupazione di molti degli elettori del centrodestra di fronte all’inconcludente amministrazione cittadina. Una amministrazione capace solo di grandi annunci, ma di scarsi risultati.

E’ per questo, ancora, che sentiamo la delusione di quanti hanno rinunciato ad esprimere il voto astenendosi alle elezioni. In queste settimane e così sarà anche nelle prossime, il PD, ha volutamente mantenuto un profilo basso. Non ha alzato la voce. Non lo ha fatto perché ha rifiutato la logica del “ghetto”, la logica di quelli che vogliono richiudere il centrosinistra in una sorta di “riserva indiana” alimentata dai miti dell’autosufficienza, dei “movimenti” di protesta che attraverserebbero Varese e delle piazze fatte di “autoconvocati”.

Il PD ha il diritto e il dovere di provare ad allargare le basi del consenso di chi vuol cacciare la Lega da Palazzo Estense. E lo sta facendo dialogando con personalità e con parti di città che non sono riconducibili all’esperienza politica del centrosinistra se non, addirittura, ad una qualunque esperienza politica. Questo significa moderazione nei comportamenti e negli annunci. Noi ci siamo assunti la responsabilità di giocare tutte le carte possibili per costruire non un cartello elettorale destinato a deflagrare nel breve, ma una coalizione con una possibile forte presenza civica capace di rappresentare al meglio la varesinità tradita dalla Lega.

Quella varesinità tante volte rivendicata come carattere distintivo, ma sempre usata per mero interesse egoistico di parte. Noi stiamo parlando con tutti i delusi dell’attuale maggioranza. Se non il PD chi può fare questo? Se questo compito di verifica di disponibilità non se lo assume il partito maggiore dell’opposizione chi lo può fare? Noi non siamo dei finti oppositori della Lega. Non giochiamo a sottrarre voti ai nostri alleati. Noi lavoriamo per vincere e, per fare questo, in una città come Varese, occorre tentare di fare qualcosa di nuovo e mai provato.

E questo lo facciamo, ci si consenta, anche con l’orgoglio di partito. Con l’orgoglio di chi sottopone le decisioni alla discussione dei propri organi legittimamente eletti e al confronto con i propri iscritti. Ben sapendo che forse, tutto questo, può non bastare tanto da essere pronti a scelte anche diverse e più impegnative se utili a raccogliere forze nuove, fresche e radicate in città. Insomma, abbiamo preso una strada difficile perché è priva di retorica, è senza inganni e soprattutto non è urlata ai quattro venti per mero calcolo.

E’ sbagliato tutto questo? Non lo crediamo. E’ possibile realizzarlo? Ci stiamo provando. Sbagliato sarebbe rinunciare al tentativo. E di questo si avvantaggerebbe solo chi ha portato Varese all’insignificanza.  La Lega”.

13 dicembre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

2 commenti a “Pd: per vincere, recuperare i delusi dal Carroccio

  1. Adriano Gallina il 13 dicembre 2010, ore 08:54

    Finalmente e banalmente abbiamo una risposta: mentre tutto il vulgo disperso del centrosinistra aspettava sino all’estenuazione che questi volgessero uno sguardo ed un cenno (anche solo “di vita”) dalla sua parte, loro guardavano e dialogavano dall’altra, forse nella convinzione che tanto il voto del vulgo disperso è acquisito “a prescindere” e che “senza il PD non si va da nessuna parte”.
    Probabilmente è vero, ma forse a questo punto tanto vale prendere atto del fatto che anche “con” il PD non si va da nessuna parte (a qualcuno di sinistra interessa qualcosa della “varesinità tradita”?) e che Cordì, gli amici (Laforgia, Benzoni, ecc.) che hanno scritto una recente lettera per smuovere il dibattito, lo stesso Civati – o chi per loro – a questa stregua si muovano in autonomia con candidature non di partito ma della società civile che in questa assenza di progetto non si riconoscono e che ritengono valga più la pena perdere con decoro che vincere tra mille compromessi al ribasso.

  2. TNEPD il 28 dicembre 2010, ore 15:52

    “(…) in me qualche cosa è scattato. Io adesso non so se Siddharta Gautama Buddha quando sotto l’albero di fico raggiunse la (il?) bodhi, abbia provato ciò che io ho provato, fattostà che il mio mondo da oggi non sarà più lo stesso, non potrò più camminare per strada dicendo di “non sapere”. Io adesso so!”

    Girovagando tra feed mi e’ capitato di leggere questo post di un blogger che ha visto la luce. Un PDeluso che fino a ieri probabilmente compartecipava alla litania sull’inspiegabile incapacita’ manifesta dei suoi ‘dirigenti’ e che da domani forse non lo fara’ piu’.

    Uscirne si può! Il resto della storia qui:

    http://tnepd.blogspot.com/2010/12/sono-fuori-dal-tubo.html

    :-)

Rispondi