Varese

Il Teatrino Santuccio andrà avanti. Parola del sindaco

Il Teatrino Santuccio di Varese

Si è svolta la gara d’appalto per la gestione, biennale, del Teatrino Santuccio, un gioiello di famiglia per il Comune di Varese, dato che paga un affitto annuale alla Fivar, l’immobiliare che ne è proprietaria, di quasi 50 mila euro. Uno spazio culturale, però, che non è stato sfruttato adeguatamente, e, si sa, in un momento di vacche magre come questo, la tentazione di tagliare potrebbe essere forte. Anche se il sindaco-assessore alla Cultura, Attilio Fontana, non sembra pensarla così. Lo abbiamo sentito alla vigilia dell’ultimo evento in cartellone, il reading “La parola illumina l’invisibile”, in programma stasera al Santuccio alle ore 21.

Siamo arrivati all’ultimo appuntamento. A questo punto avete pensato cosa accadrà del Teatrino Santuccio: un gran bel gioiellino, ma che costa parecchio al Comune?

E’ stata fatta la gara d’appalto alla quale ha partecipato un solo concorrente. A questo punto pensiamo di fare un’altra gara per la gestione del Santuccio.

Ma lei se lo aspettava che la gara sarebbe stata ignorata pur essendo tante le realtà culturali operanti a Varese?

E’ stata davvero una brutta esperienza. Ma è stata anche un’esperienza che rispecchia il fatto che, nonostante le tante realtà vitali del territorio, nessuno se l’è sentita di partecipare. E non è stata neppure presa in considerazione l’ipotesi che realtà diverse si potessero mettere insieme e utilizzassero uno spazio offerto loro gratuitamente dal Comune gestendolo insieme, chi per proporre il teatro, chi la musica, chi la presentazione di libri. Nulla di tutto questo è avvenuto.

E’ rimasto deluso?

Sono rimasto deluso. Ma francamente ho sempre sostenuto che a Varese finisce per prevalere sempre la logica degli orticelli.

E a questo punto? C’è anche l’ipotesi di una chiusura del Santuccio?

No, il Teatrino Santuccio non verrà chiuso. Se vedremo che non ci saranno alternative, il Comune di Varese potrebbe gestirlo direttamente, come fa già per la Sala Montanari (ex Cinema Rivoli, ndr). Se ciò accadesse, però, dovremmo trarre amare considerazioni.

Quali considerazioni?

Che i tanti esponenti della cultura varesina, che a parole tengono tanto alla cultura, nei fatti ci farebbero una pessima figura. E, da questo momento in poi, dovrebbero abbassare parecchio la cresta.

13 dicembre 2010
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3 commenti a “Il Teatrino Santuccio andrà avanti. Parola del sindaco

  1. Jane Bowie il 13 dicembre 2010, ore 14:45

    Il Sindaco si lamenta, forse non si è accorto del duro lavoro fatto del tutto gratuitamente da diverse persone per presentare delle iniziative come Poesia in città, sabatogiallo, le performances teatrali e altro, tutti eventi rigorosamente regalati da persone che ci credono e ci provano per passione, e professionisti disponibili a regalare il loro tempo per lo stesso motivo.
    Il tutto in una struttura molto costosa (il solo affitto mangia soldi abbastanza per diversi anni di stagione teatrale) ma nello stesso tempo del tutto inadeguato e sprovvisto dei più basilari impianti teatrali, per esempio un impianto luci.
    Il fatto che soltanto un’associazione ha avuto il coraggio di presentarsi dovrebbe forse far suonare un campanello d’alarme sulla difficoltà di gestire questo spazio scomodo e difficile nel tempo libero, senza sostegno economico, dovendo ripiegare necessariamente sul totalmente gratuito e/o amatoriale e/o pubblicitario per creare un’offerta.
    Il Sindaco usa la parola “proporre”, sarebbe più opportuno usare la parola “offrire” (e magari ringraziare per il lavoro e il tempo chi lo ha fatto finora senza un’ombra di retribuzione possibile).

  2. Tweets that mention Il Teatrino Santuccio andrà avanti. Parola del sindaco – Varese Report -- Topsy.com il 13 dicembre 2010, ore 16:03

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  3. sempronio il 15 dicembre 2010, ore 10:15

    è un po’ difficile accettare da un sindaco un’obiezione così debole dopo che ha costruito un’associazione per gestire un luogo che si è scelto.
    anche quell’associazione si è svuoltata, però, dopo aver contato su testimonial dello spettacolo, più che della cultura, della politica, più che della società civile.
    ora il sindaco bandisce una gara segreta a cui, ovviamente, nessuno risponde. semplicemente perché non lo sa.
    e di chi sarebbe la colpa?
    degli amministrati, quelli che lavorano per questa città quotidianamente, sostituendosi agli amministratori.
    ma la sussidiarietà prevede che la città si autoamministri?
    allora che ci sta a fare un sindaco-assessore alla cultura.
    chiediamo al sindaco che almeno scelga una linea: o si impone o si delega.
    meglio, però, dividi et impera…

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