Varese

Dopo Trovatore, una Butterfly chic e un Donizetti hi-tech

Un momento del Trovatore andato in scena ieri all'Apollonio

Un Trovatore dalle tinte fosche, che gira, come una macchina impazzita, sul perno di un insieme ribollente di rancori, sentimenti di vendetta, passioni. Il Verdi migliore, che ieri pomeriggio, in una scena buia rischiarata dalle fiamme del rogo, ci è stata proposta al Teatro Apollonio-Che banca! dal Teatro dell’Opera di Milano, con l’Orchestra Filarmonica di Milano. La regia, inconfindibile, era di Maria Riccardo Migliara. Un Verdi passionale e appassionato, quello della trilogia (con Rigoletto e Traviata), che acvcompagnò come una colonna sonora nazional-popolare il nostro glorioso Risorgimento.

Leonora, Manrico e il Conte di Luna si sono alternati su una scena dominata da un grande schermo-fondale che rimandava immagini atte a creare l’atmosfera di un melodramma che, grazie al Teatro di Varese, continua ad appassionare i varesini. I quali, nonostante la crisi, che taglia presenze e vendita di biglietti ovunque, continuano a rispondere all’invito all’opera. Migliara e le sue  produzioni (questa poteva contare su una sessantina di persone, nulla rispetto alla bella Aida, che vedeva addirittura 80 persone coinviolte) saranno ancora a Varese: prima con la Madama Butterfly di Puccini (domenica 30 gennaio, alle 17) e con il Don Pasquale di Gaetano Donizzetti (domenica 17 aprile, alle 17).

Nell’intervallo parliamo con Migliara, ormai una vecchia conoscenza all’Apollonio. “Sì, non c’è dubbio che Varese risponda sempre molto bene alle nostre proposte: qui c’è una vera passione per il melodramma. Pur essendo la nostra una realtà anomala: non abbiamo finanziamenti pubblici, e le nostre quattro produzioni annuali rispondono ai canoni classici dell’opera lirica, con cantanti, orchestra dal vivo, scanografie e costumi molto spettacolari”.

Migliara, che proviene dalla prosa, ha puntato sull’opera lirica perchè “è uno spettacolo popolare, che gode ancora di grande attenzione”. Anche se non sempre le produzioni targate Teatro dell’Opera di Milano trovano strade in discesa. “A volte resto sorpreso da richieste assurde di certe amministrazioni, dove a volte si ha a che fare con assessori che ti chiedono file intere per gli amici e i parenti”. Cose che, invece, non accadono mai nel vicino Cantone. “Abbiamo avuto diverse esperienze recentemente e tutto è molto più tranquillo e coerente”. Chiamati dalla testata “Ticinonline”, la compagnia di Migliara ha proposto al Teatro Cittadella di Lugano l’opera “Il Barbiere” di Rossini  con grande successo. Al punto che, a gennaio, torneranno con il Trovatore che i varesini si sono goduti ieri all’Apollonio.

Lo specifico delle opere proposte da Migliara è che si tratta di “opere a chiave”: c’è un elemento che aiuta il pubblico a seguire il melodramma. “Nel caso del Trovatore era il discorso sul male, mentre il Don Pasquale sarà dominato dal design e dall’hi-tech. Per la Butterfly, infine, proporrò in scena alcuni luoghin contemporanei come un centro massaggi milanese e una casa che sembra una giostra delle meraviglie, giocando sul tema dell’illusione”.

13 dicembre 2010
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