Varese

Premio Guido Morselli, una partenza al rallentatore

La giovane studiosa Linda Terziroli

Partita a Villa Recalcati la rassegna “Guido Morselli il genio segreto”, convegno in quattro incontri e premio letterario dedicati al grande scrittore snobbato negli anni della sua vita da editori e varesini. Un artista isolato ed eccentrico, profetico e incompreso che, grazie all’impegno forte di Silvio Raffo e della giovane e brillante Linda Terziroli, oltre all’intelligente sostegno dell’assessore alla Cultura della Provincia di Varese, Francesca Brianza, è tornato a far parlare di sè. E’ accaduto anche oggi nel convegno “Fantastica vertigine”, dedicato al Morselli fantastico, purtroppo alla presenza di pubblico non numerosissimo. 

Dopo un’introduzione di Silvio Raffo incentrata sul Morselli “camaleontico” e, con un termine tratto da Pessoa, “fingitore”, è intervenuto subito Gianfranco De Turris, a causa del forfait della principale studiosa di Morselli, l’erudita Valentina Fortichiari, che dovrebbe recuperare il suo intervento al convegno che si terrà a Villa Toeplitz il 25 febbraio e che oggi è stata sostituita da Alessandra Cenni, biografa e curatrice delle poesie di Antonia Pozzi.

De Turris, in una relazione letta e, dunque, ben poco avvincente (oltre che già pubblicata ieri sul berlusconiano “Il Giornale”), ha annoverato Morselli nella schiera degli scrittori fantastici a partire da metà della sua opera, quella contrassegnata dai romanzi “Roma senza Papa”, “Contro-passato prossimo”, ”Divertimento  1889″, “Dissipatio H.G.”. Perchè cambiò registro, e da opere intimistiche o di indagine sociale, Morselli passò al fantastico? De Turris ha dato una lettura evasiva, nel senso che lo scrittore varesino cercava nella letteratura un’alternativa al mondo da lui tanto detestato. Un’alternativa che, col passare degli anni che precipitavano verso il suicidio, si è concretizzata in una letteratura fantateologica, fantapolitica, fantascientifica. De Turris non ha rinunciato a polemizzare contro i nostri “sacri intellettuali” e ha rimarcato l’immagine di un Morselli che “rifugiatosi nella sua Fortezza Bastiani, combatteva la sua lotta contro i valori borghesi e marxisti suoi mortali nemici”.

Dopo una divertente parentesi per la proposta di un episodio della popolare serie televisiva “Ai confini della realtà” che ricordava la vicenda narrata da Morselli in “Dissipatio”, ha concluso il convegno Linda Terziroli, che si è soffermata sulle prospettive della Casina Rosa di Gavirate, “buen retiro” dello scrittore varesino, un luogo del cuore in cui è in corso una mostra permanente, primo abbozzo del futuro Museo Morselli. La Terziroli ha sottolineato l’intenzione di rilanciare le finalità didattiche del luogo gaviratese e ha anticipato l’intenzione di mettere in rete gli studiosi di autori diversi, nati o vissuti sul nostro territorio, che potrebbero entrare in dialogo, magari attraverso una nuova rivista.

11 dicembre 2010
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