Varese

La tragedia istriana nel romanzo di Comparin

Comparin dà il via all'esperimento di book-sharing

Anche la presentazione di un libro può offrire l’occasione per rivisitare, a sessant’anni di distanza, una drammatica fase della storia nazionale. E’ accaduto ieri sera, nell’atrio del Teatro Apollonio-Che Banca! di Varese, per il lancio del romanzo di Massimiliano Comparin, “I cento veli”, pubblicato dalla Nuova Editrice Magenta di Dino Azzalin. Un giallo che adombra la tragedia dell’esodo degli italiani dall’Istria al termine della guerra. Il ridotto del teatro varesino era letteralmente gremito di attenti partecipanti, e tra loro c’era anche il sindaco Attilio Fontana, interessato al confronto sulla vicenda che fa da cornice al romanzo di Comparin.

Dopo una breve presentazione dell’editore, ha preso la parola Sissy Corsi, “pincipessa” del Foro varesino (una tra le prime donne a vestire la toga), presidente della Consulta lombarda dell’ANVGD. Un intervento, quello della Corsi, che si è soffermato sulla “tragedia che ha colpito gli italiani del confine orientale, e che ha costituito il prezzo pagato dall’Italia per una guerra perduta”. Una tragedia, ma anche un capitolo di storia negato per anni, che oggi torna, grazie al romanzo dello scrittore varesino, a fare riflettere. “Una vera pulizia etnica – ha continuato la Corsi -, con tanti che, tornati in Italia, hanno trovato nell’Italia una matrigna”. Parole d’affetto e riconoscenza, invece, per Varese. “Se Pola è stata la mia mamma nativa, Varese è stata la mia mamma adottiva”.

E’ poi intervenuto Mario Viscovi, altro profugo, che ha costituito la fonte per la narrazione di Comparin. “In Istria hanno convissuto per anni pacificamente due nazionalità – ha detto Viscovi -, e questo è avvenuto fino all’avvento dell’ideologia nazionalistica, che ha sconfitto quella profonda religiosità che aveva costituito il cemento di quel Paese”. A queste parole ha reagito l’autore, che ha ribadito il valore della memoria storica. “Se gli avvenimenti non vengono scritti e raccontati – ha detto Comparin – si perdono col tempo. Non solo: spesso la scrittura narrativa aiuta a capire meglio gli avvenimenti del passato, perchè tocca il cuore e non solo il cervello”.

Al termine della presentazione un divertente dialogo in “lingua veneta” tra Sissy Corsi e Dino Azzalin. Domani sera, alle 19.45, è previsto nell’atrio dell’Apollonio un confronto tra il poeta e scrittore Silvio Raffo e lo stesso Comparin.

Finito il dibattito sulla tragedia degli italiani d’Istria, è partito il book-sharing: copie del volume, firmate dall’autore, sono state donate a lettori che hanno firmato a loro volta il volume. Dopo una serie di passaggi da un lettore all’altro, il volume riporterà, inciso sulle sue pagine, il percorso fatto nella sua vita di libro.

8 dicembre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi