Lettere

Nevica a Varese

Nevica e per alcuni il disagio è quello di dovere rinunciare momentaneamente all’auto o di spalare fuori dall’ingresso di casa. Nevica e per alcuni il problema sono le scarpe da tennis consunte come unico paio di calzature a disposizione per tutte le stagioni, sono le mani intirizzite e bluastre, battute sotto le ascelle perché i guanti si comperano al massimo per i figli più piccoli, è un giaccone intriso d’acqua e donato da qualcuno

 che ne ha acquistato un più nuovo e più caldo.

Nevica, ma questi fiocchi non scendono con la stessa lenta e pacata dolcezza per tutti. Nevica e per il giovanissimo ragazzino, che ogni sera parte da un quartiere della nostra città per ricevere alla mensa dei poveri quattro sacchetti con una semplice cena per sé, la mamma e i fratellini più piccoli, quella di oggi è una fatica in più, è non sapere se l’autobus ci sarà o arriverà in orario, con la possibilità di dover fare tre o quattro chilometri a piedi per rientrare nella casa di due locali freddi e disadorni dove lo aspettando con ansia e tanta fame.

Nevica e per Caterina ogni fiocco è una preghiera per i figli e il marito lontani, per quella terra di Ucraina che chissà se mai rivedrà e, mentre aspetta fuori dal cancello, annoda più stretto il foulard sotto il mento, quasi a sentirsi protetta dalla solitudine.

Nevica e Mario ha fatto fatica a spingere fino alla mensa la sua bicicletta, compagna di intere giornate a girare questa bella Varese, che non ti nega la porta aperta di un negozio dentro cui entrare a riscaldarti o una mano fraterna che simpaticamente ti chiede ogni sera” Musulmano o cristiano Mario? Perché se sei musulmano il prosciutto o il salame non posso dartelo”… e Mario sorride, scuotendo il capo, capendo quanto bene c’è in quella bonaria familiarità.

Nevica e le fatiche di una giornata sono tutte lì. In mani aggrappate a un cancello per aspettare una semplice cena. In volti segnati dalla fatica e dalla nostalgia che si scrutano quasi a cercare solidarietà in altri occhi altrettanto tristi. In bimbi assiepati assieme ad adulti a dire che non c’è età per avere appiccicata al cuore la modestia del chieder aiuto. In mamme che guardano i propri figli e si chiedono col groppo in gola perchè non possano dare loro quello che desiderano. Nel sorriso amorevole di alcune suore, nemmeno giovani, e di tanti volontari che ogni giorno sanno leggere le domande e i bisogni senza porsi troppe domande, senza vedere eventuali diverse tonalità della pelle, sentire lingue e accenti differenti o fare distinzioni tra storie altrettanto tragiche. Che siano la guerra, la fame, la solitudine, la speranza o il dolore di una moglie o un marito che ti abbandona e ora tu devi sostenere assieme ai tuoi bambini. Che sia il socio d’azienda che ti ha piantato in asso portandosi via anche tutti i tuoi risparmi e lasciandoti solo a decidere se continuare a vivere lottando o lasciarti andare per sempre. Che sia la tua dignità di donna o uomo che non ti fa soccombere nemmeno davanti all’indigenza. Cha siano la tua fede, il tuo Dio, qualsiasi Egli sia, o la tua razionale fiducia nelle sole umane capacità. Qualsiasi sia la tua storia, se in una sera di freddo sei lì, dietro un cancello a chiedere che ti sia tesa un mano, sei uno di noi, sei figlio o figlia di questa città, dovunque siano le tue radici, qualunque sia la tua speranza.

Nevica a Varese e nevica per tutti, anche per ciascuno di noi.

Luisa Oprandi

7 dicembre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Nevica a Varese

  1. Tweets that mention Nevica a Varese – Varese Report -- Topsy.com il 7 dicembre 2010, ore 15:57

    [...] This post was mentioned on Twitter by Elena Bottini, Varese Report. Varese Report said: #Varese: Nevica a Varese http://wp.me/pQLcc-8nq [...]

Rispondi