Cinema

Il Papa fan del regista varesino Campiotti

Un momento della fiction di Campiotti

E’ andato a ruba ovunque, a pochi giorni dalla sua comparsa sugli scaffali della libreria. Meglio di un best-seller di Ken Follet o di Umberto Eco. Subito esaurito a Roma come a Milano. Pubblicato da una casa editrice autorevole quanto poco dedita alla pubblicità, la  Libreria Editrice Vaticana, il volume-intervista di Benedetto XVI “Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi” ha letteralmente bruciato le classifiche. Questa conversazione di Peter Seewald con il Pontefice di grande successo presenta qualcosa di varesino. Nella parte del libro dedicata agli aspetti più privati del papa, dove papa Ratzinger confessa le sue abitudini cinematografiche, salta fuori un riferimento a Varese.

 lla domanda “Quali film le piacciono?”, il pontefice indica alcune pellicole che rientrano nella sua privatissima collezione. Oltre all’ever-green Don Camillo e Peppone, papa Ratzinger cita un regista varesino.  Parla infatti di Giacomo Campiotti, il regista varesino  che ha firmato diverse pellicole per la tv che hanno registrato un grande consenso di pubblico e di critica e che è stato assistente ed aiuto regista di dello scomparso Mario Monicelli per “Il marchese del Grillo”, “Speriamo che sia femmina” e “I Picari”.

Ma la citazione di  Campiotti (di cui il papa non fa il nome esplicitamente) non è legata a quell’autentico capolavoro che è stato il recente “Preferisco il Paradiso”, dedicato a san Filippo Neri interpretato dallo straordinario Gigi Proietti, ma ad una fiction con la regia di Giacomo Campiotti del 2009, “Bakhita”. “C’è un film molto bello su santa Giuseppina Bakhita, una donna africana, che abbiamo visto recentemente”, dice il pontefice. Una fiction che narra della ragazza sudanese che venne venduta e rivenduta più volte sui mercati di El Obeid e di Khartoum come schiava, e delle umiliazioni e sofferenze fisiche e morali della schiavitù. Dopo anni incontrò le Suore Cannossiane, presso le quali prese i voti. Nel 2000 fu canonizzata da Giovanni Paolo II.

4 dicembre 2010
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