Varese

Poeti greci al Santuccio, tanta cultura senza noia

L'editore Crocetti legge al Santuccio

Una serata di alta cultura, ma ad uso del popolo. Una battuta per dire simpaticamente che, come ci insegnano gli organizzatori della rassegna “Poesiaincittà”, Rita Clivio e Marcello Castellano, in collaborazione con l’associazione “Il Vellone” e con Filippo De Sanctis, è possibile parlare della poesia, della più alta e raffinata, ma con un linguaggio accessibile, capace di coinvolgere i tanti che sono stanchi di tv a tutte le ore. E libro più perfetto non si poteva trovare che l’antologia dei Meridiani Mondadori, “Poeti greci del Novecento”, curata da Nicola Crocetti e Filippomaria Pontani. Un volume che propone autori che, in grande parte, sono conosciuti in tutto il Paese, parlano agli eruditi come alla gente del popolo, “sdoganano” la poesia da accademie polverose ed irritanti.

Una serata che ha visto una partecipazione numerosa e che ha svelato alcuni interessanti dettagli sul legame tra Varese e la poesia greca. Come ha ricordato l’editore e traduttore Nicola Crocetti, e ha confermato la direttrice della collana “Meridiani” Renata Colorni, una prima idea dell’antologia è maturata proprio a Varese, nel corso di un precedente incontro tra lo stesso Crocetti, l’editore e poeta varesino Dino Azzalin e altri ancora. L’occasione era stata offerta dalla presenza, alla rassegna Amor di libro, del poeta greco Titos Patrikios, presentato da Crocetti e Azzalin. Un incontro che ha giustamente avuto il suo coronamento nella serata di ieri dedicata alla presentazione in prima nazionale del Meridiano curato da Crocetti e Pontani presso il Teatrino Gianni Santuccio di Varese.

Dopo una breve presentazione del poeta-editore Dino Azzalin, si è sviluppato un dibattito al quale hanno partecipato i due curatori e la direttrice della prestigiosa collana Mondadori, Renata Colorni. Filippomaria Pontani, figlio del traduttore e grecista Filippo Maria, tanto maltrattato da Ceronetti, quanto amato da tutti noi, si è soffermato sul carattere popolare della poesia neo-greca, sulla sua capacità di creare identità nazionale, sul fatto che i suoi versi possano essere testo per canzoni, per programmi radiofonici, per dichiarazioni d’amore e sfondo di incontri attorno ad un falò sulla spiaggia. All’editore Nicola Crocetti, invece, è spettato il compito di indagare le forti radici politiche di molti autori greci del Novecento, la loro capacità di dare voce alla protesta per la libertà in stagioni nere per il Paese, caratterizzate dalla presenza di regimi dispotici e di natura spesso reazionaria.

Ma al di là di poeti-partigiani come Patrikios o Ritsos, Crocetti ha confessato di amare segretamente il poeta greco Nikos Kazantzakis, grande ammiratore di Lenin, che si consacrò a dare seguito al poema omerico Odissea, a cui dedicò oltre 33 mila versi.

Al termine di una conversazione sulle opere e gli autori antologizzati, tutta giocata sul filo della leggerezza e senza annoiare i presenti, è stato il momento delle letture deio poeti da parte di Crocetti e Pontani, di Dino Azzalin e di Renata Colorni. Pagine immortali di Seferis, Kavafis, Patrikios. E mentre i curatori si prestavano al rito laico delle dediche e degli autografi, si disperdeva l’eco, assorbita dalla neve che cadeva, degli ultimi versi proprio di Patrikios: “ma i poeti, nonostante la loro boria/ o il loro sottomettersi ai potenti,/ il narcisismo o l’adorazione di molti,/ nonostante il loro stile ellittico o verboso,/a un certo punto scelgono, denunciano, sperano, / chiedono, come nell’istante cruciale/ l’altro poeta chiese: più luce“.

28 novembre 2010
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Un commento a “Poeti greci al Santuccio, tanta cultura senza noia

  1. Ombretta Diaferia il 28 novembre 2010, ore 16:55

    Crocetti imperdibile come sempre anche e solo per gli ultimi versi di Patrikios: “ma i poeti, nonostante la loro boria/ o il loro sottomettersi ai potenti,/ il narcisismo o l’adorazione di molti,/ nonostante il loro stile ellittico o verboso,/a un certo punto scelgono, denunciano, sperano, / chiedono, come nell’istante cruciale/ l’altro poeta chiese: più luce“.

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