Varese

Aspem Reti e le piscine d’oro della Schiranna

Una piscina dsella Schiranna

Sembra un film di fantascienza, ma è semplicemente il resoconto di una Commissione, la Affari generali, del Comune di Varese. Che ieri sera ha visto la seconda puntata sul caso di Aspem Reti, la società di proprietà del Comune e che dopo alcuni anni di esercizio ha accumulato un bilancio in profondo rosso da spavento.

Al centro dell’attenzione nella seduta di ieri, la gestione delle piscine della Schiranna, una gestione durata solo un anno perché agli stessi occhi del Comune, controllore piuttosto disattento, si doveva immediatamente cambiare marcia.  A raccontare l’intricata vicenda delle piscine, il presidente della partecipata, Ciro Calemme, che ha risposto alle domande che gli sono giunte dal presidente Emiliano Cacioppo e da vari consiglieri, tra i quali Pitarresi (Comunisti Italiani), Brugognone (Movimento Libero), Zappoli (La Sinistra), Molinari (Pd), Moroni e Ghiringhelli (Lega).

Tutto parte con l’affidamento da parte del Comune degli impianti nel marzo 2009. Prima inquadratura: la situazione in cui si trovano gli impianti al momento della presa in carico. Prima c’era stato un gestore privato, poi una “vacatio” e infine Aspem Reti. La quale eredita una situazione di degrado assoluto. Ma nessuno che abbia fatto causa per un risarcimento danni per i danni subiti dagli impianti: non il Comune, non Aspem Spa, non Aspem Reti. Né esiste un verbale  con tutti i guasti e i danni con cui gli impianti arrivano nelle mani del nuovo gestore.

Quando riceve gli impianti Aspem Reti si accolla i lavori di ristrutturazione per un valore di  quasi 400 mila euro. E per tenere aperta la piscina per 4 mesi (dall’1 giugno al 30 settembre), Aspem Reti sostiene una spesa per il personale (5 bagnini, 3 addetti alla reception, 11 al ristorante e 4 addetti alle pulizie) per un totale di 235 mila euro. Più di 600 mila euro, insomma, per una piscina che resta aperta 4 mesi. Una cifra che ha sostenuto una società già ampiamente indebitata e che, secondo le previsioni del Comune, sarà indebitata ancora per un paio d’anni. Quanto ai ritorni, se si sommano le entrate in piscina, i biglietti per gli spettacoli, si arriva a 214 mila euro.

A questo punto sorgono domande e interrogativi. Soprattutto uno: per quale ragione, in Commissione, si è avuto un atteggiamento tutto sommato morbido su cifre di questa entità spese in un così breve tempo? Qualche domanda, qualche piccola richiesta di chiarimento, poco di più, a fronte di un esborso tanto sconcertante di danaro dei cittadini. Le stesse opposizioni non sono apparse particolarmente decise nel denunciarew lo stillicidio di denaro pubblico.

Se poi si è assistito ad una gestione certamente non eccellente di strutture pubbliche, risulta altrettanto incredibile la scarsezza di controlli  e allarmi da parte del socio unico, il Comune di Varese. Soprattutto non appare all’orizzonte alcuna decisione di èptrendere provvedimenti  verso il vertice di Aspem Reti da parte della maggioranza. Ma è facile che la calma piatta che regna tra i partiti del centrodestra sul fronte delle controllate possa rientrare in una serie di accordi sulle poltrone, a livello provinciale, tra Varese e Gallarate, e all’interno dei vari Cda a Varese, per cui è meglio, al momento, non disturbarsi reciprocamente.

25 novembre 2010
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