Varese

I poeti del Novecento che parlano la lingua di Omero

Parlare di poesia greca contemporanea significa parlare di grandi maestri come Kavafis, Ritsos, Seferis e Elitis, ma anche di voci meno conosciute e, in ogni caso, di una tradizione poetica tra le più importanti e significative d’Europa. Una tradizione che prenderà corpo, sabato prossimo, 27 novembre, alle ore 21, presso il Teatrino Gianni Santuccio di Varese, in cui verrà presentato, in prima nazionale, il nuovo Meridiano Mondadori dal titolo “Poeti greci del Novecento”.

Un piccolo evento che porterà nella città giardino i curatori dell’opera, Nicola Crocetti e Filippomaria Pontani. Due interlocutori importanti, che saranno introdotti dal poeta varesino Dino Azzalin. Il giornalista Andrea Giacometti modererà l’incontro, al quale parteciperà anche Renata Colorni, direttrice della prestigiosa collana Mondadori. L’appuntamento è inserito nella rassegna “Poesiaincittà”, inventata da Rita Clivio e Marcello Castellano in collaborazione con l’associazione culturale “Il Vellone”.

Appuntamento imperdibile, dunque, per affacciarsi su un mondo poetico affascinante e sublime. L’antologia del Meridiano è la più ampia raccolta mai pubblicata in Italia delle più grandi voci di questa tradizione, che, considerando i poeti precedentemente citati,-annovera ben due Premi Nobel (Seferis 1963, Elitis 1979). Nell’opera si traccia un percorso dalla poesia neogreca dell’Ottocento per giungere sino a quella attuale, comprendendo due secoli di poesia e proponendo non solo testi dei grandi maestri del Ventesimo secolo ma anche di altri poeti meno noti. Emerge il ruolo culturale e sociale della poesia nella creazione dell’identità nazionale ellenica e lo spazio pubblico privilegiato che essa occupa rispetto ad altre tradizioni europee.

Per comprendere questo si pensi che i funerali di due poeti furono per il popolo greco occasione di una presa di posizione collettiva. Dapprima, nel 1943, quando morì il poeta Kostìs Palamàs (ad Atene, sotto l’occupazione nazista i suoi funerali si trasformarono in una dichiarazione di patriottismo e di resistenza all’occupante), e successivamente nel 1971, durante il regime dei Colonnelli, quando morì Seferis. Molte delle poesie di Seferis furono bandite dal regime e alcune vennero musicate, una in particolare “Sto perigiali”, musicata da Theodorakis, divenne una sorta di canto di resistenza e venne intonata dalla enorme folla che partecipò ai funerali del poeta. Oltre all’impegno politico, altri temi attraversano la letteratura neogreca fin dalle origini: il rapporto con la musica, attestato dalle numerose liriche adottate come testi di canzoni dai più popolari chansonniers e compositori del Novecento, e il persistente e problematico rapporto con l’antichità classica e con la passata grandezza culturale della Grecia.

23 novembre 2010
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