Milano

Fontana all’Anci. Contro il governo, ma non troppo

Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia

“E’ stato un 2010 fortemente critico per l’economia e la finanza dello Stato. Però questa manovra ha pesatotroppo sugli enti locali”. Così Attilio Fontana, Presidente di Anci Lombardia, ha aperto l’Assemblea annuale di Anci Lombardia, che si è tenuta alla presenza del Ministro dell’Interno Roberto Maroni, dopo aver ricordato il Sindaco di Rivolta d’Adda Lamberto Grillotti, recentemente scomparso, e il Sindaco di Pollica Angelo Vassallo. 

“La manovra economica era necessaria tenere fuori l’Italia dal baratro finanziario che incombe sull’Europa – ha dichiarato Fontana -. Però gli Enti locali sono stati chiamati a contribuire in modo sproporzionato: 1,5 mld, di tagli per il 2011 (cui si aggiungono 1,7 di patto stabilità) 2,5 mld per il 2012 e altrettanti per il 2013. In totale nel 2011-2012 la manovra pesa per 16 mld su 24 sugli enti locali. Oltre a questo, i tagli alle Regioni si ripercuotono in modo indiretto sui Comuni, in particolare sul trasporto pubblico locale TPL e ai fondi per le politiche sociali e per la non autosufficienza che vengono o drasticamente ridotti o azzerati, impedendo così di poter svolgere servizi alle persone e alle famiglie”.

“Sono a rischio servizi essenziali per i cittadini – ha proseguito Fontana– e in più c’è una sorta di discriminazione nei confronti degli enti virtuosi. Anci Lombardia ha da subito proposto l’apertura di un tavolo di lavoro per individuare criteri di virtuosità amministrativa, che tengano conto della spesa per i servizi ma anche della qualità, della capacità dei Comuni di riscuotere i tributi locali, della spesa per il personale e dell’indebitamento, oltre che del rispetto del Patto. Su questi standard si dovrebbero modulare i tagli ai trasferimenti e anche la percentuale di redistribuzione del’Imu, che invece confluirà in un unico fondo e verrà redistribuita dal centro con criteri ancora poco chiari. Sulla virtuosità, che è il vero metro su cui si potrà misurare il successo del federalismo, siamo ancora fermi”.

“La situazione per i Comuni è rimasta molto difficile – ha proseguito Fontana – nonostante gli sforzi fatti da Anci e le manifestazioni dei sindaci in aprile a Milano e in giugno a Roma. Qualche miglioramento però lo abbiamo ottenuto: la restituzione integrale di quello che mancava dell’ICI prima casa (344 milioni) sul 2010, che era dovuta ma che fino ad oggi i Comuni non avevano visto. La parziale compensazione (di 200 milioni) sul 2011 del taglio al fondo sociale, che era stato molto pesante perché da 380 passava a 73 milioni. Un cambiamento del patto di stabilità, anche se le cifre continuano a penalizzare i Comuni: il riferimento non è più un anno ma viene calcolato su base triennale, fatto che indubbiamente toglie il fattore della casualità. C’è la regola del pareggio finanziario, e questo introduce elementi di meritocrazia. E’ stato ottenuto un allentamento per 480 milioni, anche se per la maggior parte vincolato agli impegni sostenuti da alcune città per manifestazioni internazionali. Manifestazioni come Expo non possono essere messe in conto ai Comuni ma devono essere fatte proprie dallo Stato. Anci ha chiesto l’aggiunta di 360 milioni del fondo comuni un tempo commissariati, ma non siamo ancora riusciti a ottenerlo. Se resta così, il patto di stabilità porterà a una diminuzione degli investimenti in Lombardia del 30%”.

“Al governo chiediamo il varo al più presto della Carta delle autonomie, che definisca poteri e funzioni istituzionali dei Comuni. I quali, per inciso, sono per i cittadini gli enti più vicini e riconosciuti, come dimostra uno studio Ipsos che presenteremo giovedì (25 novembre alle ore 10, sempre al Palazzo delle Stelline, ndr)”. 

“Chiediamo che federalismo fiscale, demaniale e municipale diventino effettivi ed efficaci il prima possibile e in modo effettivo, prima del 2017, perché c’è il rischio che per allora i Comuni non riescano a mantenere le loro funzioni. Soprattutto – ha sottolineato il Presidente di Anci Lombardia – i costi standard di cui si parla tengano conto anche della qualità dei servizi erogati e non solo dei costi, perché non bisogna penalizzare le amministrazioni che spendono bene i soldi dei contribuenti”.

“Alla Regione Lombardia chiediamo di proseguire sul percorso di riconoscimento istituzionale reciproco, senza duplicazioni di ruolo e senza centralismi regionali che si sostituiscano a centralismi statali. Riteniamo molto positiva l’assegnazione di risorse agli ambiti territoriali per i servizi sociali, chiediamo però che si torni alle risorse del 2008. Allo stesso modo stiamo chiedendo che, per quanto riguarda la riforma del servizio idrico, Anci chiede che ai Sindaci venga dato potere di esprimere un parere vincolante su investimenti, ambiti, modalità di erogazione e tariffe del servizio, in quanto i Comuni sono i proprietari delle reti. Apprezziamo che parte delle nostre richieste sia stata accolta. Ribadiamo l’importanza di poter contare anche sulla scelta della modalità di gestione. Infine occorre continuare con il Patto di stabilità territoriale, introdotto dalla Regione lo scorso anno in modo innovativo e che ci auguriamo che venga riproposto, in quanto strumento utile e simbolicamente importante”.

23 novembre 2010
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