Varese

Successo per l’apologo illuminista di Battarino

Da sinistra, Bastasi, Guardamagna e Fiori

Freddo dettato della legge o calde ragioni del cuore: che scegliere? Un dilemma portato in scena con successo, ieri sera a Varese, in un Teatrino Santuccio strapieno, dall’atto unico “Virginia”, testo scritto dal magistrato-scrittore Giuseppe Battarino, insieme a Maria Dolores Fusetti e al regista Luciano Sartirana. Terzo appuntamento della rassegna promossa dall’associazione “Il Vellone” “Sabatogiallo”, la piéce si presentava con un apparato scenico ridotto all’osso, e il contrappunto blues “straniante” del duo Gemma Prudente-Sarah Volpi, che si sono esibite “live”. Un dramma contemporaneo molto “tedesco”, che evoca certe storie alla Dürrenmatt. Dove i personaggi sono possibilità alternative, scelte di campo, risposte a dilemmi, appunto. Uno stile tedesco per questo breve apologo dallo spirito illuminista. Ma ci torniamo.

 Contenuti densi che, però, hanno volato per un’oretta sulle ali di una drammaturgia leggera e veloce, che non ha tediato il pubblico in sala. La compagnia ha lavorato sulla scelta del “togliere”, come si dice a teatro, sezioni brevi, dialoghi veloci, catarsi finale sempre rinviata, passaggio continuo dalla “sovranità” alla “nuda vita”. Un ritmo incalzante di cui va dato merito agli autori e alla compagnia, che hanno scelto un’interpretazione dimessa e mai enfatica.

Sì, testo convincente e interpreti efficaci per raccontare come avviene la convalida di un fermo. Buona prova degli attori, a partire da Virginia, proposta da Alessandra Fiori, la ragazza trovata in possesso di droga e armi, che dà corpo ad un disagio esistenziale che stenta a trovare posto nelle procedure e nei verbali. C’è poi l’avvocato difensore, interpretato dall’avvocato Maria Francesca Guardamagna, che espone pacatamente il filo sottile che può unire la legge e la vita, dialogante e serena. Infine c’è il giudice, impersonato da Alessandro Bastasi, un personaggio che vive drammaticamente il momento della decisione, consapevole della pesantissima responsabilità di garantire il fatto che la giustizia non si trasformi mai in un orrendo “Garage Olimpo”.

In tutto questo, da che parte sta l’autore? Sì, perché oltre che scrittore, Battarino è anche giudice. Ieri sera abbiamo assistito ad una piéce dallo stile tedesco, ma dallo spirito illuminista: l’autore crede nell’umanità del diritto, nella capacità della giustizia di non essere estranea alla vita, in un’amministrazione della giustizia che avviene nei tempi e nei modi previsti. Un perentorio atto di fede che, in Italia, assume anche un forte carattere provocatorio. Una provocazione bell’e buona per questo Bel Paese delle leggi “ad personam” e dei milioni di cause civili da smaltire.

21 novembre 2010
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2 commenti a “Successo per l’apologo illuminista di Battarino

  1. Jane Bowie il 21 novembre 2010, ore 10:26

    Vorrei capire dov’è la giustizia nel fatto che io ero di ritorno da un viaggio di lavoro e non ho potuto quindi essere presente. :-/

  2. Davide Guadagnino il 22 novembre 2010, ore 11:08

    Purtroppo anche io sono stato impossibilitato a partecipare, si sa se per caso è prevista una replica a breve?
    grazie

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