Milano

Pienone per Houellebecq, scrittore-scandalo francese

Da sinistra, Houellebewcq, Elisabetta Sgarbi e Kureishi

Entra con timidezza, quasi nascosto dietro ai vertici della sua casa editrice italiana, la Bompiani, si siede subito quasi volesse scomparire. E’ questa l’entrata in scena del più famoso scrittore francese e uno dei più letti in Europa, Michel Houellebecq, recente Premio Goncourt, Oscar della letteratura d’Oltralpe. Lo scrittore si trova a Milano per presentare il suo ultimo libro “La carta e il territorio” (Bompiani), e lo fa con un dibattito alla Fnac, moderato dallo scrittore italiano Antonio Scurati (ora anche editoralista di “Parla con me” della Dandini) e che vede la presenza di un altro autore prestigioso, Hanif Kureishi. Un dibattito affollatissimo, con tanti fans che vogliono vedere lo scrittore dal vivo. Tra il pubblico il cantautore Giulio Casale e il gruppo dei Baustelle.

Un romanzo diverso, questio, che segna un cambio di passo dello scrittore francese. Lo nota Scurati, che nota come in questo nuovo romanzo manchino scene di sesso. “I francesi sostengono che non scrivo più scene di sesso, perchè sono entrato in andrpausa”, risponde sferzante Houellebecq. Non solo no  c’è sesso: anche sull’ironia l’autore ha cambiato registro. “Sì, qui c’è un’ironia più gentile rispetto alle opere precedenti e all’ironia cattiva che si trovava là”. Anche una lunga scena comica colpisce l’attenzione di critici e lettori.

Appare divertito, Houellebecq, nel parlare del suo libro. Ma non appena si aggrediscono i problemi dell’attualità, lo scrittore appare turbato. Il romanziere ricorda i problemi giudiziari di quando fu portato da organizzazioni islamiche in tribunale. “Quando gli scrittori incontrano dei problemi, finiscono per rinunciare a scrivere”. In Francia, continua, gli scrittori fuggono dalla realtà. “Sono stato assolto in tribunale, ma è stata una falsa vittoria: era chiaro che dopo di me nessuno si sarebbe più azzardato a scrivere quelle cose”. Il trionfo dell’autocensura, insomma, che vale anche per altri temi delicati citati dallo scrittore, come la pedofilia.

Lo scrittore si mostra pessimista anche sul futuro dell’Europa. Singolare l’analisi di Houellebecq. “Non sarà l’Europa a cavarsela, ma la Francia da sola, che uscirà dall’Europa e si giocherà la carta del turismo. Inghilterra e Olanda non ce la faranno. L’Italia, fose sì”. L’analisi dello scrittore francese non lascia margini. E’ diretta e pessimista. “Dopo il lungo periodo dell’unificazione, assistiamo ai primi segnali di ri-differenziazione”.

Un Houellebecq che appare più sereno e più saggio. Ma non è così. E al momento di rispondere ad una domanda dal pubblico su quali debbano essere le caratteristiche di uno scrittore oggi: il coraggio, la responsabilità? Un guizzo luciferino si palesa. “No, occorre malafede e tanta, tanta ostinazione”.

18 novembre 2010
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