Teatro

“Col piede giusto”, un Bunuel in salsa agrodolce

La Sandrelli con Blas Roca Rey

Scelta azzeccata per aprire al meglio la stagione di prosa al Teatro Apollonio-Che banca! di Varese, la commedia “Col piede giusto” di Angelo Longoni e con la regia dello stesso Longoni. Caratteri attendibili, dialoghi scorrevoli, trama lineare e coinvolgente. Domina l’equilibrio, il pubblico segue e si diverte. Un Bunuel in salsa agrodolce, un Almodovar con meno sarcasmo e più intimismo. Attori bravi e una Amanda Sandrelli che imita la Ferilli di “fortunato chi so fa er sofà”. Per chi lo vuole vedere, resta la replica di stasera giovedì 18 novembre alle 21.

Un atto di pirateria stradale sta all’origine della storia, che viene raccontata con quadri brevi e incisivi, separati da suggestive citazioni musicali. Un uomo politico di successo uccide un passante di notte, contatta attraverso l’avvocato la moglie della vittima, la moglie della vittima ricatta l’uomo politico, ma alla fine l’uomo politico riesce ad uscirne perché appoggiato dalla potente famiglia della moglie.

Il filo della storia è sottile, ma tutto viene giocato con la finalità di dimostrare che potenti e felici non ci si improvvisa: servono solide radici familiari, relazioni giuste, un benessere permanente. Di fronte alle minacce il potere si chiude a riccio e, come ricorda la Sandrelli alla fine dello spettacolo, non c’è niente da fare. Uno spettacolo apprezzabile e leggero, con punte di vero divertimento e momenti di implacabile cinismo. Purtroppo le due interpreti femminili sono molto superiori agli attori uomini (l’avvocato impersonato da Blas Roca Rey e il marito proposto da Simone Colombari), più sfumata e raffinata Eleonora Ivone, più caratterista e ridondante la Sandrelli. Ma nonostante questo squilibrio tra interpreti femminili e maschili, nel complesso gli attori sono all’altezza del testo, che fotografa un Paese che non guarda in faccia a nessuno, atroce e immobile nelle sue diseguaglianze, dove la famiglia resta l’ultimo baluardo a salvaguardia dei valori. Quelli dell’individualismo e dell’arroganza.

18 novembre 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi