Varese

La Città dei Bambini, l’elefante ha partorito il topolino

Un momento della presentazione

E’ già terminata la presentazione, che arriva un messaggio sul cellulare degli organizzatori. Anche Instanbul vuole avere a Natale la sua Città dei Bambini, il progetto targato Studio Festi, prestigioso brand varesino, che porta spettacoli in tutto il mondo. Forse ad Instanbul non accadrà come a Varese, dove, del progetto presentato due mesi fa a Villa Mylius, la Città dei Bambini, evento natalizio molto ambizioso, che avrebbe fatto parlare di sè, che sarebbe arrivato lontano, sembra essere rimasto ben poco. Questa mattina sono state scoperte le carte su un progetto che, tutto sommato, appare piuttosto modesto. Le grandi ambizioni hanno ceduto il passo alle piccole realizzazioni, tutto si è stemperato, e ha dato l’idea che Varese deve prepararsi ad un Natale piuttosto sparagnino.

Il progetto “La Città dei Bambini” appare un po’ come la metafora della città capoluogo. Con gli stessi limiti, gli stessi problemi di sempre. A partire dagli sponsor: in due mesi sono rimasti Aspem, Lindt e Ubi Banca, gli stessi che c’erano all’inizio. Si è aggiunta solo la Lega Coop. Ma il “compromesso storico” ha dato un esito economico piuttosto minimale: 70 mila euro in tutto. Un’iniziativa che parte con un problema endemico per Varese: l’incapacità di Palazzo Estense, a differenza di altri Comuni, di attirare qui sponsor e capitali privati. La cifra complessiva coprirà le spese vive, il Comune non ci metterà nulla, gli artisti e lo Studio Festi parteciperanno gratis all’evento.

Alla presentazione in Comune del progetto, Monica Maimone, dello Studio Festi, ha lanciato l’idea che Varese possa trovare nella Città dei Bambini un proprio evento caratterizzante, come accade a Mantova col Festivaletteratura. Un riferimento poco indovinato: Mantova si dedica per un anno ad organizzare la sua manifestazione  e tutti cooperano al fine comune. Qui a Varese, invece, ognuno fa per sè, col risultato che si moltiplicano progetti, iniziative, proposte, festival, manifestazioni più o meno interessanti, più o meno ben riuscite, ma che spesso godono di finanziamenti pubblici, disperdendo così energie e fondi. La stessa Città dei Bambini è  un progetto tra gli altri, con gli stessi limiti di tutti.

All’interno del parco di Villa Mylius ci saranno cinque eventi che si ripeteranno i pomeriggi  dal 18 al 22 dicembre (dalle 15 alle 18), e le mattine dalle dal 20 al 22 (dalle 9.30 alle 12.30). Ogni evento è firmato da uno sponsor: quattro sponsor, cinque eventi, uno resta “orfano”. Si parte con la Boule De Neige, la vecchia, cara palla di vetro con la neve dentro. Poi si arriva al Bosco delle Fiabe (sponsor la Coop), con grandi cigni gonfiabili e attori. Tappa successiva la Fabbrica del Cioccolato (sponsor Lindt, of course), una casetta dove i bambini troveranno tanti cioccolatini. Poi il giro arriva al Circo e il Sogno, dove si può vedere lo spettacolo riponendo in un contenitore gli involucri dei cioccolatini (Aspem lo sponsor). Infine un grande salvadanaio indica l’evento targato Ubi Banca.

Consapevoli, gli organizzatori, che c’è il rischio che tutto resti confinato nel fortino un po’ fuori mano di Villa Mylius, distinto e distante dal centro (dove quest’anno non ci sarà Eurochocolate, e tutte le iniziative del Comune saranno organizzate in piazza Repubblica), lo Studio Festi ha pensato di organizzare altrin piccoli eventi in giro per la città, appuntamenti di rimando alla Città dei Bambini. Oltre ad un servizio-navetta della Morandi Tour che collegherà Stazioni e Monte Grappa con la città di Villa Mylius.

16 novembre 2010
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Un commento a “La Città dei Bambini, l’elefante ha partorito il topolino

  1. Ada Tattini il 16 novembre 2010, ore 14:49

    non mi stupisce. varese potrebbe diventare un polo di eventi ben riusciti, se si verificassero le condizioni da parte delle istituzioni. trovo assolutamente scorretto far lavorare lo studio festi, rinomato in tutto il mondo, a gratis. è successo anche a me, anzi ci ho rimesso in soldi e salute.

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