Varese

Nuovo ospedale del bambino, parla chi l’ha progettato

L'architetto Giulio Felli

Sono arrivati alla spicciolata, a piccoli gruppi, in auto o a piedi. Anzi, sono arrivate: perché ad impegnarsi di più per il Ponte del Sorriso sono soprattutto donne, un po’ di tutte le età. Ad attenderle alla porta dell’Ata Hotel il presidente del Ponte del Sorriso Onlus, Emanuela Crivellaro, che ha fatto da padrona di casa nella serata di ieri. In programma la presentazione del progetto definitivo del nuovo ospedale materno e infantile da parte dell’architetto responsabile del progetto. Prima un piccolo buffet e poi una serata per spiegare, nei dettagli, cosa sorgerà a Varese per consentire a mamme e bambini di curarsi, essere seguiti, guarire in un piccolo gioiello che ormai appartiene un po’ a  tutti i varesini.

Una serata alla quale sono intervenuti ospiti importanti, come la professoressa Maria Rita Parsi (intervenuta in videoconferenza), il direttore generale dell’Asl di Varese Pierluigi Zeli, il dg dell’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio dottor Pietro Zoia, i primari delle pediatrie di Varese, Cittiglio, Busto Arsizio, Tradate e Saronno. C’erano anche l’ex ministro Giuliano Urbani, accompagnato dal senatore Antonio Tomassini, che presiede la commissione Sanità del Senato. Oltre a Giuseppe Adamoli, al consigliere regionale Stefano Tosi, all’assessore comunale Patrizia Tomassini.

Ma la vera star della serata è stato l’architetto Giulio Felli, il progettista del Cspe di Firenze. Un progetto, quello del nuovo Ospedale, di cui l’architetto sottolinea subito il radicamento nel territorio. “Il nuovo ospedale pediatrico sorge dove era collocato storicamente il precedente. Una cosa che non avviene in tutte le città e che qui vuole suggerire  un senso di continuità, un abbraccio che accomuna più generazioni”. Un progetto che sta mobilitando la città, come ben sa l’architetto. “E’ bene che ci sia questo sostegno collettivo, che ripercorre il cammino che si è già realizzato altrove, come nel caso dell’ospedale di Portland, una struttura finanziata dalla città. Ma anche l’ospedale pediatrico Meyer alla sua nascita aveva un’associazione di volontariato che lo sosteneva”. Non solo: per molti l’ospedale pediatrico è un punto d’orgoglio. “In Europa, in diversi casi, quando in una città arriva un ospite importante – continua Felli – viene portato a visitare l’ospedale pediatrico”. Oggi c’è una struttura vecchia, ribadisce l’architetto, “ma quando avremo il nuovo ospedale, sono convinto che, a quel punto, la partecipazione della città sarà ancora più ampia e convinta”.

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13 novembre 2010
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Un commento a “Nuovo ospedale del bambino, parla chi l’ha progettato

  1. Nuovo ospedale del bambino, parla chi l’ha progettato | TravelSquare il 13 novembre 2010, ore 19:35

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