Lettere

L’allarme dei precari della Provincia

Siamo un gruppo di lavoratori precari del Settore Lavoro e Politiche Giovanili della Provincia di Varese che da circa 10 anni presta la propria attività
presso la sede del Settore e presso i Centri per l’Impiego provinciali e che, da fine anno, rischia di non veder più confermato il proprio contratto di
lavoro a seguito di un pesante ridimensionamento dell´organico del Settore

che l’Amministrazione provinciale intende attuare. Siamo risorse operative che hanno acquisito competenze specifiche nei servizi all´impiego e che hanno una conoscenza approfondita del territorio provinciale e delle sue esigenze.

Abbiamo provato a confrontarci con l´Amministrazione chiedendo un incontro con il Presidente Dario Galli ma abbiamo ottenuto un rifiuto formale. C´è stato infatti comunicato che la situazione è oggetto di trattativa con le organizzazioni sindacali. Ad oggi ciò non ha ancora portato ad esito  positivo. Si comprendono le esigenze di razionalizzazione e di risparmio dell´Amministrazione, ma si trova inaccettabile che queste vengano a penalizzare soprattutto un settore, quello dei servizi all´impiego, che nell´attuale fase di crisi economica risulta essere cruciale e sul quale questo Ente ha compiuto negli anni scorsi un grosso sforzo di sviluppo e di ammodernamento, anche attraverso la qualificazione del personale (precari compresi).

Il taglio rischia di avere effetti pesanti sul cittadino disoccupato, in mobilità, cassintegrato che trova nei  Centri per l´impiego un importante punto di riferimento gratuito a livello informativo, di orientamento e di supporto al reinserimento lavorativo (iscritti presso i Centri nel 2009 n. 34.514, colloqui di accoglienza effettuati n. 27.821, doti lavoro gestite n. 244). Il rischio sarà non solo quello di avere servizi meno efficienti, ma anche di essere costretto a lunghi tempi di attesa. Ad essere penalizzata risulterà anche l´attività di orientamento svolta all´interno delle scuole secondarie del nostro territorio finalizzata ad offrire una maggiore conoscenza del mercato del lavoro ai ragazzi che si trovano di fronte scelte scolastiche e occupazionali fondamentali per il proprio futuro (nel 2009 sono stati 4.100 gli studenti coinvolti).

Inoltre, potranno risultare penalizzate le numerose imprese che si rivolgono ai Centri per l´Impiego per avere una consulenza di tipo normativo, per
essere supportate nelle loro ricerche di personale (numero preselezioni richieste nel 2009: 1.503) e per avviare tirocini formativi/orientativi (numero tirocini avviati nel 2009: 925). Allo stesso modo il disagio si potrà ripercuotere sulle tante famiglie che da anni si rivolgono agli Sportelli assistenti familiari situati presso i Centri per reperire personale (badanti). Tutto ciò nonostante, nell´estate scorsa, il Ministero del Lavoro abbia siglato con l´Unione  delle Province d´Italia un Protocollo di intesa che prevede di dare nuovo slancio ai servizi pubblici all´impiego anche assegnando loro nuovi compiti e funzioni.

Auspichiamo che l´allarme possa presto rientrare e che l´Amministrazione provinciale, che si pone come obiettivo prioritario di essere particolarmente vicina ai bisogni dei cittadini, possa continuare a riconoscere e promuovere servizi al lavoro qualificati ed efficienti che risultino di sostegno alle numerose famiglie e realtà produttive che tanto pesantemente risultano toccate dall´attuale dura fase congiunturale.

Ci auguriamo in fine che si concluda positivamente una vicenda che da anni tiene noi e le nostre famiglie in una situazione di precarietà reiterata non più sostenibile.

I lavoratori precari del Settore Lavoro e Politiche Giovanili della Provincia di Varese

13 novembre 2010
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Un commento a “L’allarme dei precari della Provincia

  1. Marco il 4 febbraio 2011, ore 20:54

    Leggo la lettera aperta di questi precari che pare non nessere i soli in Provincia di Varese, in quanto altri sono collocati in altri settori, ma la domanda che vorrei fare a loro è perche’ non hanno partecipato ai concorsi che ci sono stati? forse perche’ allettati dalla possibilita’ dal guadagno maggiore rispetto au un dipendente? alla possibilita’ di essere liberi di arrivare ed uscire senza timbrare? Eppoi come sono stati scelti? per meriti, curriculum o amicizie? E solo ora che dopo anni accetterebbero di essere inseriti come dipendenti ma con uan differenza: senza affrontare un concorso pubblico…….

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